venerdì, 29 aprile 2005
Questa serata si sta rivelando più malinconica del previsto. A vote certi pensieri è bene lasciarli lì dove sono, non mettersi ad analizzare, altrimenti ci si ritrova in un labirinto di vuoto, che sembra senza fine. A volte è meglio essere superficiali, non andare a cavillare. Prendere quello che c'è, essere concreti e guardare all'oggi.
Già il domani sembra un azzardo.
E il passato rischia di essere ancora troppo presente.
Mai abbassare la guardia. Devo ricordarlo più spesso.
Flash back, oggi. Pauroso.
Mentre aspettavo il mio turno per parlare con il prof., mi sono affacciata alla finestra del corridorio. Non lo faccio mai, di solito non ho tempo nè testa di guardare fuori. Oggi si. E nel cielo azzurrinomilano, ho visto S. Ambrogio da una prospettiva diversa. Un'immagine nuova.. un'immagine nota. Flash back.. Lo avevo completamente rimosso..
Era maggio di troppi anni fa, ero in quello stesso corridoio.. affacciata alla finestra, aspettavo il mio momento per fare un colloquio, un preappellino di diritto canonico..
Il mio PRIMO vero esame.
Ora, nello stesso corridoio, aspetto il mio turno per consegnare un capitolo della tesi.
Uno stranissimo senso di continuità.
Il cerchio sta per chiudersi. Sto per uscirne.
S. Ambrogio piena di ragazzi in gita scolastica. C'è casino, e un po' mi rompe; poi penso che Lassù gradiscano le visite scolastiche, così non assecondo il desiderio di uscirmene in fretta, di tornare con più calma.
Vado direttamente davanti al quadro. Non ho un rapporto molto stretto con la Madonna, non mi rivolgo quasi mai a lei quando prego. Non so perchè, non riesco a sentirla vicina. Oggi ci provo.
Ho anche un piccolo conto in sospeso, un discorso da sistemare. Non posso tornare indietro, posso solo sperare di farmi perdonare, di trasformare qualcosa di sbagliato in qualcosa di buono. Ci provo.
La metropolitana ha voglia di regalare musica. Dalla stazione di S. Ambrogio a Cadorna, assisto ad un'esibizione di chitarra classica ( + amplifcatore e microfonino.. si stanno attrezzando.. ) sui temi latino americani.
Che nostalgia del corso di salsa cubana, mi vengono quasi le lacrime agli occhi..
Scendo e cambio a Cadorna per prendere il treno per Sesto, e stavolta trovo un'esibizione blues, anche questa con chitarra acustica e amplificatore sulle spalle.
E' il momento musicale della giornata.
Da Cadorna a Cairoli.
Poi, semi-abbiocco fino a Gorla. Sono in tempo per l'autobus delle 11.33.
giovedì, 28 aprile 2005
Dopo che è andato via, ho infilato le sue pantofole. Un gesto così piccolo...
Sono quelle di spugna dell'Ikea, le mie sono turchesi, le sue azzurro polvere. Sono un po' più grandi delle mie, mi ci perdo dentro. Mi vengono in mente i suoi piedi sempre gelidi; quando cerca di scaldarli vicino ai miei va sempre a finire che lo caccio via, perchè sono impressionanti. Mi viene in mente il campeggio, quando ci addormentavamo vicini vicini e lui aveva quelle brevissime contrazioni dei muscoli delle gambe, quegli scatti che mi facevano svegliare. O quelle volte in cui mi ritrovavo con il suo braccio sulla faccia .
Ha lasciato qui i fogli di brutta con gli esercizi di fisica. Anche questa scemata mi fa tenerezza.
Il ciondolino del mio cellulare si illumina, io e Stè ci stiamo scambiando qualche sms. Mi fa piacere che abbia fiducia in me, che mi chieda consiglio. E' bello sentirla vicina, anche se vorrei sentirla più felice e più sicura. Vorrei che non si sentisse più tanto sbagliata.
martedì, 26 aprile 2005
"Mani fredde, cuore caldo", o almeno così dicono. Che significhi, proprio non l'ho capito.
Se invece uno ha i piedi ghiacciati, come me adesso, che succede? Ha il cervello caldo, magari? Magari.
Oggi è arrivata una botta di nostalgia, inaspettata e scomoda. Molto, molto potente. E io mi sono fatta trovare senza l'antidoto. Impreparata. Mi giustifico, come a scuola. Peccato che il bonus delle giustificazioni sia finito da un pezzo. Niente da fare, c'è solo da subire. Va bene.
Stamattina Milano brillava in una giornata dal cielo pulito; azzurro e basta, non azzurromilano. E Monza mi ha accolta con un tepore inadatto al mio umore nero, al mio giaccone nero, al mio cardigan nero, ai pantaloni neri. Mi vesto come una becchina, ma con il nero mi trovo a mio agio. Tranne nel caso dell'umore, ovviamente.
Mentre tornavo a casa, pensavo al gelato di Barbieri. Avevo voglia di un gelato solo fiordilatte, di sedermi sul muretto di fronte a Ricordi con in mano il cono e il tovagliolino bianco e verde. Avevo voglia di andare in vacanza per cinque minuti, di avere solo il problema di non sgocciolarmi addosso il gelato. Desideri impegnativi.
La primavera è troppo bella, a Monza.
Il verde ti sorprende e ti accoglie, tutt'un tratto.
E ogni anno riesce a stupirti.
Lungo la stradina che porta alla fermata dell'autobus, ora ricoperta di fiori rosa, ricordavo 2 mesi fa. La strada piena di neve, la mia passeggiata al parco sotto quella nevicata infinita, le guance che pungevano e gli occhi pieni di bianco.
Anche la neve è troppo bella, a Monza.
Buon compleanno cugi. Non vedo l'ora di tornare ad essere la solita Nico, e starti vicino. Per te, stasera, un bacio speciale.
lunedì, 25 aprile 2005
Ho paura, mi sento un'incapace totale. Non ne posso più.
Bellissimo. Una banale verità.
Consiglio a tutti di vederlo.
Se amate il mare, direi che è obbligatorio..
E vedrete, ad un certo punto vi verrà voglia di fare "Oooooh", come i bimbi.
Io l'ho fatto.. ^__^
domenica, 24 aprile 2005
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Oggi giornata informe.
Non ho molto da postare, a parte che finalmente si è visto un Gran Premio emozionante. Mi sono divertita. Per il resto, non ci sono grandi novità. Ed io mi sento noiosa e antipatica. Speriamo che l'oceano di stasera mi tiri su di morale.
E domani, solo tesi. Buon Dio, ti prego, aiutami. Mi sento persa.
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”.
Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.
Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere.
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre”.
Giovanni, 14,1-12
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sabato, 23 aprile 2005
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La giornata di oggi comincia con una dedica. La canzone è stata scelta insieme alla persona cui la dedico, quindi non credo che si offenderà. Anzi... L'idea di metterla sul blog parte da lei! Diciamo che più che una dedica, è un promemoria. Da consultare nei momenti in cui crede di essere pazza, in cui perde di vista la realtà. Per farsi una risata, anche. Perchè ha un sorriso troppo bello, e non deve tenerlo nascosto a lungo. Ma non deve donarlo a chi non lo merita. Sperando che comunque tenga sempre in testa il mio sms, quello che si è copiata nel blog. Ti voglio bene, bimba. Da domani riapro l'agenzia matrimoniale.
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Tratto da:
Elio e le Storie tese - "Servi della Gleba"
( ... )
Ehi, guardate un po' chi si rivede.
Hue ciao ragazzi.
Hai la faccia di legno, dove cazzo eri finito?
Ma no, niente, e' che c' ho un' esame in ballo e poi non sono stato molto bene.
Dicci cosa hai avuto di preciso.
Mah, mi ha detto il medico che ho le papille - Eh? - gustative interrotte, no, poi ci ho il gomito -Cosa? - che fa contatto con il ginocchio .... no no e' che ho delle storiacce con la tipa...
Ah !! Lei ti ha dato il due di picche ?
Ma no , che cosa dite? Lei mi e' molto affezzionata, solo che -uhh-ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice, e siccome a lei ci tengo piu' che a me, ho parlato al suo ragazzo e l' ho convinto a ritornare da lei...
Ma non starai mica piangendo?
No, e' che mi e' andata una bruschetta nell'occhio.
L'occhio spento e il viso di cemento, lei e' il mio piccione io il suo monumento.
Servi della gleba a tutta birra, carichi di hl di sburra; cuore in fiamme e maschera di ghiaccio, noi col nostro carico di sfaccio. Servi della gleba planetaria, schiavi della ghiandola mammaria, come dei simbolici Big Jimme: schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme.
[Faso al telefono]: "Ciao, senti, hai 5 minuti? Perche' volevo chiederti due cose... Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perche' ho saputo che sei uscita con Tafano ieri sera, e... perche'? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo?, tu hai detto: no, devo studiare. E va beh , se poi esci con lui... cioe' , perche' non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non e' un problema per me perche' io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.
E allora? Che cosa devo fare?
Mi vuoi mettere una scopa in culo cosi' ti ramazzo la stanza?"
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Volevo dire a Stè che mi dispiace non poter fare molto per lei. La distanza non ci aiuta.
Se potessi, domani sera ti inviterei a giocare a Bowling con la mia compagnia, e sono sicura che riusciresti a trovare 10 persone da assegnare ai 10 birilli. E credo che saresti la campionessa della serata e ti rilasseresti un po'. Mi dispiace che siamo lontane, verrei volentieri a vedere i tuoi scavi e pure a correre insieme, anche se mi sa che dovresti darmi un po' di ripetizioni. E riaprirei l'agenzia matrimoniale solo per te. Senza contare i due cugini.
Volevo dire a mia cugina che mi dispiace non essere presente come un tempo.
A volte cugi trovo il tuo sms di buongiorno e mi sento così in colpa nei tuoi confronti. Proprio adesso che avresti bisogno del mio sostegno, io vengo meno e mi perdo nel problema della tesi, così ridicolo se paragonato ai tuoi problemi e al tuo dolore. Cercherò di essere meno egoista, di starti più vicino anche se non so se riuscirò a darti la forza. Ma almeno saremo in due. Sono felice che tu abbia accanto Andrea, so che nessuno può aiutarti meglio di lui, ma questa consapevolezza non deve essere un'attenuante per il fatto che, obiettivamente, sono lontana. Spero che tu possa perdonarmi.
Volevo dire ai miei genitori che sono le persone migliori del mondo.
Papi, ultimamente parliamo poco, ma spero che tu non sia troppo deluso di questa tua figlia strampalata. Mi dispiace che l'Inter sia uscita dalla Champions, era una cosa che ci legava e mi sarebbe piaciuto andare a vedere la semifinale insieme. Mi sarebbe piaciuto vederti finalmente felice per una vittoria, mi sarebbe piaciuto commentare la partita tornando verso la macchina, sentirti parlare con Beppe e ricordare questo o quell'episodio.
Penso che tu sia un uomo molto in gamba, e sono fiera di essere tua figlia.
Mamu, noi ci siamo sempre capite poco, siamo così diverse.. A volte mi viene il dubbio, forse mi hanno scambiata in culla? Però per le cose importanti mi capisci, e in certi momenti hai una filosofia zen che mi disarma. Forse, per apprezzarti con più oggettività, dovrei pensare a te come donna, non come madre. Siamo diverse, però mi ritrovo in te nella mia esigenza di ordine e pulizia, e qualche volta nel mio modo di dimostrare la mia rabbia. Mi piacerebbe vederti più felice, vorrei che tu fossi più egoista e che la smettessi di avere paura. Ma non pretendo di cambiarti.
Vorrei dire a Beppe che non so come fa ad essere così paziente con me.
Ci sono momenti in cui sono veramente rompipalle, vero? Eppure dopo pochi minuti di incazzatura più che legittima, ti passa. Davvero, non so come fai. Devi volermi un gran bene. Grazie. Non so come farei senza il tuo amore.
venerdì, 22 aprile 2005
Ricordi di infanzia. Una villetta rosa rannicchiata vicino alla via, seminascosta da una pianta piena di glicini in fiore. Calabroni e bombi che volano ovunque, un profumo onnipresente. L'angolino di fiori lilla nelle aiuole entrando a destra. Dietro quella stalatite, c'erano sempre appiccicate tre o quattro grosse lumache. Mi divertivo a staccarle di lì, a metterle in quella specie di vassoio di plastica, tutte in riga. Quelle che si spostavano, venivano subito riposizionate.
La scala che portava dietro alla casa, dove ogni tanto c'era qualche gatto.. La nonna li cacciava sempre via, all'epoca. Il nonno andava a portar loro da mangiare, qualche anno dopo. Chissà come mai c'è questo feeling tra uomini anziani e gatti... anche l'altro nonno, anche il nonno di Beppe.. tutti che portano la pappa ai gatti. Chissà.
Sabato tarda mattinata. Io e papà andiamo a pranzo dalla nonna. Sabato la nonna cucina il pesce, di solito. Prepara le canocchie lesse più buone del mondo, il risotto di mare e poi tutta la montagna di pesce che il nonno le ha portato. Era uscito un'ora prima, dichiarando di andare a comprare 2 sardoni e 2 canocchie... Certo, come no.
La cucina, come al solito un po' disordinata; il pesce da pulire, la televisione accesa, sempre un po' troppo alta; mio nonno che guarda quel programma di medicina di cui ora non ricordo il nome, con quella sigla finale del bambino che cammina tenendo la mano ad un adulto.. forse si chiamava check up?
Nonno e papà stanno a capotavola, io e la nonna sedute al lato. Il nonno parla a voce alta, commenta le notizie e si ricorda sempre i complimenti alla cucina; la nonna si fa sbucciare la frutta, ancora non so perchè. Mio padre taglia la frutta come mio nonno, ora come allora. Mangiamo un po' di gelato, come sempre. Poi nonno si siede in poltrona, io cerco di aiutare la nonna in cucina, papà legge qualche pagina del giornale.
Il divano è illuminato dalla luce della veranda, a volte mi mettevo lì a disegnare o a giocare con il lego. A volte leggevo un libro illustrato, mi ricordo quello del treno che viaggiava attraverso mille paesaggi diversi. Oppure guardavo le foto. Mi piaceva fin da piccola. Guardavo i miei cugini, che in fondo conoscevo cosi poco.. oppure i miei genitori, più giovani e con un bel sorriso sul volto, e con una pupetta in braccio. Io.
Adesso vicino a quell'album se n'è aggiunto un altro... Cuginetti, matrimoni, una laurea.. spero ci sia presto posto anche per la mia, prima o poi. E per il mio matrimonio con Beppe.
Gli oggetti, sono sempre gli stessi da 26 anni. C'è la ciotola per i biscotti, in mezzo al tavolo. Il vaso verde, la piccola scatola marrone appoggiata sulla credenza, a sinistra, davanti alla foto di papà nel giorno della Prima Comunione. Il tavolino con l'orologio, ormai fermo; e la foto dei miei cugini, tutti insieme a Grado. Seduti su una vecchia barca, in una giornata d'inverno, ventosa. Clemy ha i capelli scompigliati, sembra una bambolina.
E ora guardo la sua foto col vestito da sposa.
giovedì, 21 aprile 2005
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Che casino. Domani c'è lo sciopero dei mezzi. Il prof ci sarà oppure no? Si accettano scommesse.
Vabbeh, intanto devo scendere per massacrarmi con altre delizie. Mi brucia lo stomaco.. di nuovo, in 3 giorni è già la seconda volta. Odio la mia tesi e me stessa che non riesco a farla, che sono ignorante, che ho paura della mia ombra.
Invidia, rabbia, paura, rassegnazione. Non sono portata per le relazioni umane. In questo periodo mi sento troppo uno zero per relazionarmi. Non sono capace di dare, non dico il meglio di me, ma il minimo di me. Oggi sono in corto circuito. Voglio stare nel mio mondo, proteggermi dal confronto che inevitabimente mi vedrebbe perdente e perduta. Non ho voglia di giustificarmi, non qui. In fondo qui scrivo quello che mi va, e ora mi va questo.
Vorrei avere più fede, più costanza nella preghiera. A volte vorrei essere come Silvia, la sua fede è incrollabile e l'ha aiutata tanto. Io non ci riesco, mi firmavo 'Nico l'eretica' nei bigliettini che le scrivevo ai tempi del liceo.
Odio il mio non-pensare, il mio essere sempre e costantemente una bambina. Odio il mio vuoto.
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"Torre di controllo aiuto sto finendo l'aria dentro il serbatoio"
Samuele Bersani - "Giudizi universali"
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Stasera non sono stata capace di fare neppure la cosa che solitamente mi riesce decorosamente.
Senso di inutilità totale.
E va bene così, in fondo anche questa è una lezione.
mercoledì, 20 aprile 2005
Sono passati 8 anni...
Ma pare incredibile, ti penso quasi ogni giorno.
Ti chiedo scusa per averti preso in giro, quella volta.
Ti ringrazio per quello che mi hai insegnato.
Ovunque tu sia, un sorriso. Solo per te.
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Dovete spiegarmi una cosa.
Solitamente ad inizio giornata non sto poi così male. Certo, non faccio i salti di gioia, ma comunque riesco a trovare un minimo di ottimismo. Ottimismo, forse è un parola forte. Diciamo un minimo di fiducia.
Arrivo a sera che mi sembra di aver vaneggiato tutto il giorno, mi deprimo per ogni fesseria, il malumore regna e ho sempre bisogno di qualcuno che mi faccia coraggio.
Sono deficiente, per caso?
Oggi muoio di sonno più del solito.
Forse la depressione serale è un mezzo con cui il buon Dio mi vuole staccare dal pc e mandare a nanna. Stasera, dal momento che sarò sicuramente depressa, darò solo una sbirciatina al blog e lascerò 2 o 3 saluti sui blog altrui, dopodichè correrò sotto le coperte.
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"Mi cerco nei tuoi occhi
Perchè alla fine è un gioco di specchi
Perchè alla fine è un gioco
Che non mi va di perdere.."
Luciano Ligabue - "Forse mi trovo"
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martedì, 19 aprile 2005
Ecco. Se fossi una cattolica come Dio comanda dovrei essere felice, pregare per il nuovo Papa e avere fede.
Invece, pur non essendo scontenta, non sono neppure entusiasta.
Però mi metto nei suoi panni, e penso che probabilmente ha anche un po' di paura.
Perchè il confronto sarà tanto stupido, quanto inevitabile.
Io ancora mi commuovo come una bimba, quando vedo Giovanni Paolo II in qualche fotografia, o al momento della nomina. Mi manca e mi spiace di non averlo seguito come avrebbe meritato.
Ancora non sono pronta ad un nuovo Papa. Il cuore non è pronto.
Però è stato molto emozionante, è stato un pezzo di storia che mi è passato davanti.
In bocca al lupo, Benedetto XVI.
Scusa se ancora non sono pronta ad affezionarmi.
Scusa se forse non mi affezionerò mai a te come a Giovanni Paolo II.
Il primo Papa non si scorda mai?
Ecco, le nuove tecnologie incidono anche sul colore del fumo.
Se da una parte non esistono più le mezze stagioni, e si passa dal freddo cane al caldo disarmante, al contario il fumo non è più nè bianco nè nero. Sembra bianco, poi diventa grigietto, poi grigione.
Hanno fatto vedere le immagini di tempo fa, quando il fumo era corvino o candido. Nessun equivoco.
Stamattina... bu?
Col cielo color panna, quel fumo sembrava bianchiccio, all'inizio.
E' la prima volta che assisto all'elezione di un Papa. Sono curiosa, ma non molto emozionata. Ancora non mi capacito che al posto del buon Karol ci sarà un altro. Magari bravo, per carità, ma un altro. Ci vorrà un po' di tempo.
E stasera vorrei andare in palestra, ma non mi andrebbe di perdermi l'eventuale elezione.
lunedì, 18 aprile 2005
Lavori in corso al piano di sopra. Molto rumorosi.
Serviva qualcosa per rovinare la giornata, no? Vabbeh.
Come previsto dalla legge del Lunedì mattina, oggi c'è un bellissimo sole, e il cielo è azzurromilano... una nuova tonalità da aggiungere nei campionari.
Io scrivo teorie sugli articoli del d.p.r n. 327/2001, originale e modificato, e mi chiedo il senso intrinseco di tutto ciò. A volte, la tesi mi piace; a volte penso che non esista una seccatura peggiore.
Vabbeh, ma tanto, volente o nolente, me la devo tenere e possibilmente finire a breve termine, quindi torno a disquisire sul perchè nell' articolo 8, comma 1°, lett. a) abbiano disposto sia che l'opera (pubblica) da realizzare debba essere prevista nello strumento urbanistico generale, sia che sul bene da espropriare debba essere stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio. Sapete perchè c'è questa doppia disposizione?
Perchè il Consiglio di Stato, in un primo tempo, aveva ammesso, all'art. 9, che il piano urbanistico generale potesse prevedere l'opera, ma senza apporre subito il vincolo preordinato all'esproprio.
L'Amministrazione, si sa, è spesso senza un soldo, e magari potrebbe voler aspettare un attimo, aspettare almeno l'approvazione del piano, prima di raggranellare il gruzzolo.
Allora il vincolo potrebbe sorgere con un atto ulteriore. Sarebbe più pratico, perchè il vincolo non ha durata eterna.
O meglio: se vuoi farlo durare più di 5 anni, devi indennizzare il proprietario. Mica puoi bloccargli il terreno tutta la vita, senza decidere sul da farsi, e pretendere pure che il proprietario non si incazzi un attimino.
In fondo, la terra è ancora la sua, e tu, Amministrazione lumaca, gli stai impedendo di costruirci sopra la casetta dei suoi sogni.
Ma qui sforiamo, finiamo per parlare della reiterabilità del vincolo e dell'indennizzo in caso di reiterazione. Per far inorridire il lettore della strada, vi dico solo che hanno discusso dal 1968 al 1999 per stabilire una volta per sempre che nel caso di reiterazione del vincolo preordinato all'esproprio o sostanzialmete espropriativo, ci vuole un indennizzo a vantaggio del proprietario.
Torno di là, che è meglio.
domenica, 17 aprile 2005
Ti amo tanto, Beppe. Davvero.
E mi hai squillato proprio mentre lo scrivevo.
Mentre aspettavo che si caricasse la pagina per poter scrivere un nuovo post, un bannerino mi ricordava di essere paziente, strizzandomi l'occhio. Quante volte l'avrò visto, da settembre...
Oggi mi è sembrato un messaggio occulto, un segnale. Chissà.
Io credo di essere una persona abbastanza paziente. Molto con gli altri, un po' meno con me stessa.
Però ultimamente vorrei tutto e subito. Senza meritarmelo davvero, in fondo. Mai come in questi giorni, sto scoprendo come le cose vadano meritate, fino in fondo. Altrimenti non arrivano. Devo pensarci più spesso.
A volte mi lamento di non aver ottenuto ciò che volevo, ma mai mi sono chiesta se mi sarei meritata di ottenerlo.
Il merito, signore e signori. Non è un concetto da dimenticare. Anzi. Dovrebbe essere la chiave di tutto.
Poi è vero, c'è chi meriterebbe e tuttavia non riesce ad ottenere. Le cose non dipendono solo da noi.
Però spesso si.
Abbiamo tanto tempo a disposizione per imparare a conoscerci, per capire quali sono i nostri limiti.
Per capire quando possiamo avvicinarci a qualcosa e quando sarebbe più sano fermarsi.
Io mi sbronzo in fretta. Basta un cocktail un po' più forte del solito, e mi sento piacevolmente ciucca. Non ubriaca, ma brilla. Non fuori di testa, ma comunque non mi metterei a guidare, mi verrebbe sonno e sarei lenta di riflessi.
Lo so bene, ho imparato a conoscermi.
Ergo, bevo cocktail molto leggeri, in quel caso lascio guidare gli altri per non creare pericoli a me stessa e a nessun altro.
Disciplina... ci vuole più disciplina con se stessi. Con me stessa, nel caso concreto.
Merito e disciplina sono le parole che mi devo tatuare nel cervello.
Vado a studiare.
sabato, 16 aprile 2005
Siamo arrivati a sabato. E' stata una settimana molto strana.
Da una parte, grande attività sulla tesi, mista ad una grande perplessità sulle mie capacità... ma questa è una cosa all'ordine del giorno, nessuna stranezza al riguardo. Però penso che la fase della tesi sia il periodo più brutto della mia carriera universitaria. Sto facendo una difficoltà infinita, ho sempre la sensazione di essere inadeguata. Mi pesa da morire. Mi fa incazzare il mio relatore, che mi corregge le virgole, che mi cambia le parole più assurde con espressioni di poco diverse. Che vuole una tesi scritta come se fosse un telegramma, una frase, punto e a capo. Mi sembrano i pensierini delle scuole elementari.
Se mai dovessi decidere, in un futuro molto lontano, di prendere la seconda laurea in psicologia, giuro che pago chiunque per farmi la tesi. Vado dal primo prof. che trovo, gli dico che voglio una tesi compilativa e sbrigativa, e tanti saluti. Con questo, invece, mi vengono gli scrupoli per ogni fottuta parola che scrivo. Perchè poi lui è capace di farmi sentire una perfetta deficiente per come scrivo. Scusate, oggi odio la mia tesi e il mio prof. Domani, spero di no.
Accanto a questo, qualche nuova conoscenza virtuale.
Due o tre sane chattate all'insegna dell'assurdità, che mi hanno fatto rotolare dalle risate.
Alcune chattate molto serene, con una persona che a volte sa farmi sorridere in un momento in cui sembra impossibile.
Mi sono un po' riconciliata con il mondo della chat. Anche se devo stare attenta a non esagerare.
Ho visto The eye 2 e The ring 2, il primo non è malvagio anche se il finale perde mordente a causa di una scena grottesca; il secondo l'ho trovato decisamente scontato, le poche buone idee sono state sfruttate malamente. Si lascia guardare, ma nulla di più.
Ho visto anche Dark Water, versione giapponese. Non male, se non fosse che in questo periodo ho visto troppi film horror.
Ma comunque, a parte qualche sprazzo di allegria, oggi sono nuvolosa e preoccupata.
Darei chissà che cosa per finire questa maledetta tesi e andare oltre...
Dio ti prego, aiutami tu. Da sola non ce la faccio.
martedì, 12 aprile 2005
VERGOGNA!
lunedì, 11 aprile 2005
Pioggia, neve e vento: Italia al freddo
Trieste in ginocchio per la bora: 20 i feriti. Fiocchi in Trentino Alto Adige. In Sicilia interrotti i collegamenti con le isole
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Brividi di primavera o colpo di coda dell'inverno. Sta di fatto che il maltempo continua a imperversare sull'Italia costringendo a tenere accesi i termosifoni e a rimandare il momento dei vestiti leggeri. Neve, vento, pioggia stanno flagellando la penisola e le pessime condizioni meteo, indicano le previsioni dell'Aeronautica, sembrano destinate a prolungarsi fino alla prossima settimana.
Bora record - A Trieste il forte vento di bora ha toccato i 173 chilometri orari, il valore più alto degli ultimi sei mesi. Venti persone sono state soccorse da mezzi del 118 dopo essere state scaraventate a terra dalle raffiche o colpiti da calcinacci. La situazione dovrebbe iniziare a migliorare solo nel pomeriggio.
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da Corriere. it
Cosi ho accontentato un amico bloggatore... ^__^
Però disapprovo la scelta della foto!
^__^ Oggi la mia Bora si vuol far sentire...
Trieste, 11 apr 2005 - 11:33
TRIESTE: BORA FUORI STAGIONE, PICCO RECORD DI 173 KMH
Quindici persone sono state soccorse questa mattina da mezzi del 118 dopo essere state scaraventate a terra dalle raffiche di bora. Alcune sono riuscite a rialzarsi ed a proseguire nel loro cammino, altre invece hanno riportato contusioni e in qualche caso fratture agli arti che hanno reso necessario l'intervento dei sanitari. Le quindici persone, quasi tutte anziane, sono state trasportate negli ospedali di Cattinara e Maggiore. Numerosissimi i danni causati dalla bora e dalle raffiche che soffiano con frequenza, a 150 chilometri all'ora, mentre la punta massima - come ha reso noto il prof. Gianfranco Badina dell'Istituto Nautico di Trieste - e' stata di 173 kmh. "Un autentico record per la stagione. Si sono registrate raffiche superiori, anche di 180 chilometri all'ora - afferma Badina - nel 1995, nel 1996 e nel 2003, ma sempre in mesi invernali, non certo ad aprile. Quindi siamo in una situazione di assoluta eccezionalita'".
da Kataweb - Ultim'ora.
domenica, 10 aprile 2005
Questa devo scriverla. Dopo 5 anni, finalmente ho visto la finestra di quell'appartamento illuminata e con la tapparella un po' alzata. In 5 anni è sempre stata chiusa sprangata, sempre. Assurdo, considerando che l'appartamento è abitato, e chi ci abita ha il mio stesso vizio di non chiudere mai le tende. Per 5 anni ho imparato a memoria il suo soggiorno, ma non ho mai visto quella stanza con la tapparella alzata. Ho pensato di tutto, in merito a questa bizzarra faccenda... ma sorvoliamo.
Rimane un solo pensiero. La gente è matta.
Oggi al telegiornale hanno intervistato uno di quei ragazzi che hanno ucciso alcuni coetanei nel contesto di riti satanici. Il ragazzo in questione si atteggiava ad agnellino innocente, guardava fisso nella telecamera e diceva che no, non si sente di aver ucciso nessuno, perchè era drogato e non era in se stesso, perchè gli omicidi li aveva ordinati qualcun altro. Vent'anni di reclusione è la richiesta del P.M. Eccessiva, secondo questo agnellino del Signore.
Ma ci vuole del coraggio, davvero. Non si conosce vergogna. Si ammazza una persona e si pretende pure di stare in galera due giorni. Si pensa che l'essere completamente fatti sia una giustificazione. Stellina, si era sparato in vena chissà quanta roba... non capiva nulla.. Povera gioia. Bisogna capirlo. Magari era un po' giù di corda perchè non poteva comprarsi la Golf, in fondo sono delusioni pesanti nella vita di un adolescente confuso.
Visto che non capiva nulla, perchè non ha ammazzato se stesso, mi chiedo. Oppure sono troppo cattiva io, non lo so. So solo che quella faccina da bravo studentello poteva pure risparmiarsela, perchè a me non fa pena per niente. Fatti i tuoi 20 anni di galera, e ringrazia il cielo che non ti danno l'ergastolo. In 20 anni, avrai modo di riflettere sulla tua vita, e anche di cambiarla, di riabilitarti. Non dico di no. Ma prima di tutto levati quella faccia da santo, che su di te è fuori luogo. Poi, possiamo parlarne.
Volevo scrivere di tutt'altro ma non sono dell'umore giusto. Sarà per la prossima volta.
venerdì, 08 aprile 2005
Non so cosa darei per sentire di nuovo cantare il Padre Nostro in quel modo...
"Vi ho cercato e adesso voi siete venuti qui da me per questo vi ringrazio".
La cosa che più mi ha commossa è stato il servizio su Rai due successivo al funerale.
Mi ha commossa tanto risentire la sua voce di un tempo, mentre cantava il Padre Nostro in latino, in modo così dolce... come fosse una ninnananna; e poi mentre leggeva Le Beatitudini, il passo che forse amo più degli altri.
Ripenso agli ultimi periodi, in cui sentirlo parlare era una sofferenza; e mi dispiace di averlo pensato, mi pare di avergli fatto un torto.
Mi rendo conto che sarà dura abituarsi ad un altro Papa, a vedere un altro al posto suo.
Sento che mi mancherà tanto.
E ho un grandissimo rimpianto, non essere andata alla Giornata della Gioventù a Roma, nel 2000.
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Anche questo non sembra affatto male.
Sono impaziente di vederlo.
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Ecco un flim che sembra molto intrigante, anche se un po' pazzesco.
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giovedì, 07 aprile 2005
Arrivo a sera, e tutto il pseudo-ottimismo accumulato durante al giorno scoppia come una bolla di sapone, e non rimane un tubo. Leggo qualcosa da una parte, e mi deprimo; sento una frase, e mi vengono le lacrime agli occhi. Dovrei andare a dormire alle 9, mi farebbe solo bene, visto che ogni mattina mi alzo solo perchè chiedo a Dio la forza, perchè gli chiedo di aiutarmi, altrimenti me ne starei a letto tutto il giorno, mandando a fanculo tutti i buoni propositi.
Però mi alzo, e questo è un segno che Dio mi ascolta, che sta facendo di tutto per aiutarmi, e insomma, diciamocelo potrei anche mostrargli un po' di gratitudine, invece di frignare sempre.
La verità è che se non ci fosse lui, sarebbe semplicemente impossibile.
Arrivo a sera, e vorrei soltanto che ci fosse Beppe con me, perchè quando c'è lui mi sento più forte, meno inutile. Però non posso sempre pesare su Beppe, ora poi lui si sta avvicinando al suo esame e sarà sempre più teso e anche distante; e io dovrò stringere i denti perchè ora che ho bisogno di lui più che mai, non potrò contarci troppo e dovrò tirarmi avanti da sola. Cosa credevo, è così che va la vita, mica ci può essere sempre qualcuno che mi tiene per manina. Come mi odio, specie ultimamente, per il mio infantilismo. Parlo e faccio tanto la tosta, la verità è che sono un pezzo di burro, e basta una parola per scalfirmi. Signore e signori, vi presento la regina delle pappamolli. Per questo ruolo, la laurea l'ho già presa da un pezzo.
Oggi guardavo Beppe mentre studiava. Ha un viso bellissimo. Dolce, rassicurante. Quando pensa, giocherella con l'indice sulle labbra, a volte batte l'unghia sui denti ( come non mi piace, questo gesto.. ) e aggrotta le sopracciglia foltissime e indisciplinate. Si concentra e non ti ascolta minimamente. Io lo guardo e non mi capacito di come lui sia, geneticamente parlando, un perfetto estraneo. Non mi sembra possibile.
Per me è come se avesse sempre fatto parte della mia vita, come se fosse sempre stato lì, a giocare con me con i lego, a fare le passeggiate sul Carso, ad andare in bici nel giardino e a fare la settimana bianca con la scuola. Invece no.
Invece è spuntato fuori una domenica di novembre sul piazzale di una chiesa per me praticamente sconosciuta.
E' spuntato, ed è rimasto.
E io gli sono infinitamente grata per tutto. Vorrei che lo sapesse.
Forse è vero che quando si ha un lavoro è più facile tenere fuori portata la malinconia.
O meglio, è più facile riuscire a confinarla, a lasciarla fuori dalla porta, anche se poi sai per certo che appena uscirai te la ritroverai addosso, pesante e insidiosa come l'hai lasciata.
Però, per un po' stacchi. Metti la testa da un'altra parte.
Vorrei conoscerla presto, quella sensazione. Speriamo che accada. Speriamo che lassù non siano momentaneamente non raggiungibili, speriamo che ci sia qualcuno che mi senta e provveda a darmi la forza necessaria.
Per oggi, direi che sta andando meglio.
Ultimamente ho un po' di problemi con i sogni. Sono un po' confusa. Ricordo episodi verosimili, ma del tutto slegati da un contesto ben definito. Ma magari ne parliamo un'altra volta.
mercoledì, 06 aprile 2005
Delusioni calcistiche a parte ( prova a ghignare e ti picchio... si, "cuginetto", ce l'ho proprio con te!
), stasera non posso proprio farcela.
Meglio se scappo sotto le coperte.
Sperando di addormentarmi all'istante.
No comment
martedì, 05 aprile 2005
Ho chiacchierato via mp con alcuni bloggatori, un amico e una nuova scoperta... e l'esperienza mi è piaciuta.
Sono contenta, davvero. Magari sarà un episodio isolato, magari ci risentiremo ancora..
In ogni caso sono contenta.
Ho anche visto come si smonta una tapparella incastrata, o per meglio dire rotta, e mi chiedo come faccia Beppe ad essere così capace in ogni lavoro manuale. E' proprio una questione di geni. Mio padre ha grosse difficoltà pure nelle scemenze, il suo dono è puramente intellettuale e poco pratico.
Io... non si sa da chi ho preso, ma questo entusiasmo per tutto ciò che riguarda la comunicazione andrebbe sfruttato in qualche modo... almeno credo.
Mi sto riprendendo, sto un pochino meglio. Ma non si può mai sapere cosa ci aspetta domani, quindi vivo sempre sul chi-va-là, preoccupata che da un momento all'altro tutta la baracca della stabilità emotiva si sgretoli ai miei piedi.
E sono così stanca di raccogliere frantumi.
Non vedo il senso.
Ma sta di fatto che non riesco a tirarmi indietro, così sono sempre qui.
A volte penso che la baracca dovrebbe sgretolarsi sulla mia testa, tanto per risolvere ogni problema.
Poi basta un sorriso della persona giusta, e l'unica cosa che penso è che sono un'idiota perfetta.
sabato, 02 aprile 2005
"Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!"
(Giovanni Paolo II , 16 ottobre 1978)
Ciao Karol, mi mancherai tanto.
Ehi, Lassù..
Se hai un attimo di tempo, potresti mettermi i sentimenti in modalità offline, per qualche giorno?
Grazie.
venerdì, 01 aprile 2005
Mi rendo conto che forse è fuori luogo, ma in questo momento non faccio che pensare al Papa, forse giunto alla fine del suo cammino.
Vorrei ringraziarlo in qualche modo per quanto di buono ha saputo fare in questi anni.