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ricordati di me





ringraziamenti

ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001









































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Mousi in Casomai non vi rived...
luckykkina in Casomai non vi rived...


martedì, 30 agosto 2005



Da un po' di tempo nella mia camera c'è uno strano odore. Ci ho messo un bel po' per realizzare che proviene dalla stuoina di bambù arrotolata dietro la tenda. Odore di mare, di vacanza, di libri letti a pancia in giù e il sole che cuoce la schiena. E siccome alla fine della vacanza ho riposizionato la stuoina dietro la tenda, ogni tanto arriva ancora questo aroma di estate. Tra l'altro, facendosi beffe di noi tutti, oggi il tempo era decisamente consono alla stagione: un sole enorme e un bel caldo. Unico giorno in cui agosto si è comportato come tale, invece di lasciarci il freddo, la pioggia e una copertina di cotone da stendere sul letto.

Giornata di giri in diversi centri commerciali, forse senza una vera meta. E quando siamo arrivati a casa di Beppe e ci siamo stesi sul letto, avrei dato non so cosa per poter restare a dormire da lui, per restare abbracciati sotto le lenzuola e fare nanna insieme, come in campeggio. E l'idea di dover aspettare ancora chissà quanto... è sempre peggio, toglie il fiato, disarma.
Lo so, lo so che alla fine tutto si aggiusterà; lo dice Stè, lo dice la cugi, e di loro mi fido... però la paura è sempre in agguato e io mi chiedo se ci sarà un giorno in cui sarò serena. Non pretendo felicità, mi basta una quieta serenità, una sicurezza, un sentore di un finale almeno vagamente positivo.

Sono preoccupata. Non smetto mai di preoccuparmi.
E' sempre così dura, questa vita?



sabato, 27 agosto 2005



Giornata piovosa e malinconica, umore malinconico, sottofondo musicale malinconico.
Decisamente un sabato da archiviare nel quadernone dei giorni spenti, inconcludenti. E stasera non si annuncia nulla di meglio, anzi. Vabbeh, mi tocca.

 



venerdì, 26 agosto 2005



Resoconto a tratti delle mie vacanze a girandola, brevi ma intense.

I due giorni da Claudia in montagna, l'escursione del primo giorno, aver scalato quella montagna così alta, essere arrivati in cima e aver visto sia il lago d'Iseo che il lago di Garda; mangiare un panino con la bresaola vicino alle mucche e ai cavalli, vedere un insetto schifoso e non schifarsi perchè in fondo sono a casa sua e non mi sento in diritto di cacciarlo via. La discesa massacrante e i piedi immersi nell'acqua gelida del lavatoio con le api che ci ronzavano intorno e Beppe che ha fatto cadere il sapone. La cena ad Iseo, la passeggiata sul lungolago. Il parco delle incisioni rupestri, e poi la cena al paese e il giro alla mostra mercato di Pisogne, magica in quell'atmosfera di festa.

Trieste e i miei parenti, mia cugina a Grado e l'incontro con Bob (eheheh), il giretto a Barcola e la giornata alle Ginestre, poi la sera la cena al Wild West, il "tocio" a Barcola e la ripartenza.

Il campeggio, la tenda montata in fretta per poi correre al mare e scoprire che l'acqua era calda; il giro a Cecina su quel lungomare che non finisce mai. I filippini e il maledetto casino che non hanno fatto, il diluvio e Beppe che ha passato un'ora sotto la pioggia a sistemare meglio i teloni; il giro a Lucca sulle mura, Piazza Napoleone e l'incontro con la cugina alla ricerca del tavolo per la nuova avventura (però quello era proprio bello); l'anfiteatro e i pici più costosi della storia - inciso: mai come i gelati che ho appena comprato nel supermercatino qui sotto: da incubo. chiuso l'inciso - il giro megagalattico per arrivare a Montecatini Alta e la passeggiata sotto la pioggia, la candela accesa in quella chiesina.
Siena e la sua magia che mi ha ripagato di un viaggio sofferente, la processione degli abitanti della Torre lungo le vie di Siena; e poi quando mi sono dimenticata la guida del touring e ho telefonato alla pizzeria, e il tipo che ha risposto mi ha detto: "Però Siena sta scritto vicino a Pisa e Lucca, non mi garba mica sta cosa, eh?" e mi ha fatto schiattare dalle risate.
Il sole, il mare, la tranquillità di fare le cose a modo nostro senza dover scendere a compromessi, e io che non volevo vedere il risultato della Supercoppa, perchè i gobbi sono sempre i gobbi. I filippini stronzi che ci hanno lasciato le loro immondizie ma anche 2 favolosi teloni da usare come protezione contro la pioggia. Melinda che ci ha accompagnato in questi giri, nuova amica simpatica fedele e confortevole. L'arcobaleno basso vicino ad Aulla.
Il bivio per Parma. Siamo già a Sesto, il cielo color milano, le vacanze sono finite.



domenica, 14 agosto 2005



Lene Marlin
"How Would It Be"


 What have I done?
What if it's too late now?
Did I do all I could, did I?
Did I make it all good, did I?
Somehow it doesn't feel right
Is it really all over?
Did I think it through, did I?
What if all I want is you?

And now
I won't see you again
The moment was there, but we lost it
Time changed it all
And we let it
We let it happen
And now
I wonder how it would be
If things stayed the same, and we liked it
The end of a search, 'cos we found it
How would it be?
How would it be?
How would it be?
How would it be?

What have we done?
What if it's too late now?
Was it always like this, was it?
Was it something we missed, was it?
Somehow it doesn't feel right
Is it really all over?
Was it all it could be, was it?
Did I give you the best of me?

And now
I won't see you again
The moment was there, but we lost it
Time changed it all
And we let it
We let it happen
And now
I wonder how it would be
If things stayed the same, and we liked it
The end of a search, 'cos we found it
How would it be?
How would it be?
How would it be?
How would it be?

And now
I won't see you again
The moment was there, but we lost it
Time changed it all
And we let it
We let it happen
And now
I wonder how it would be
If things stayed the same, and we liked it
The end of a search, 'cos we found it

And now
I won't see you again
The moment was there, but we lost it
Time changed it all
And we let it
We let it happen
And now
I wonder how it would be
If things stayed the same, and we liked it
The end of a search, 'cos we found it
How would it be

 






Sto ascoltando una canzoncina leggera con sottofondo facile, qualche accordo di chitarra che si può trovare ad orecchio; una canzoncina che tutto sommato mi ricorda tante cose belle, è orecchiabile e la nostalgia diventa quasi dolce. Quasi.
Sulla mia scrivania, il mio deodorante, una scheda telefonica spuntata fuori dal libro di diritto penale commerciale, il nuovo numero di Stè, scritto in fretta sull'etichetta della maglietta presa al Decathlon, un Muvo da soli 64 Mb, il vecchio Nokia 3310 con la vecchia cover grigiona.
Sul comodino mi aspetta l'ultimo acquisto, "L'uomo in fuga" di King. Era da tanto che non leggevo King, circa un anno. Mi è venuta voglia di lui, così ho approfittato di un'offerta e ho fatto scorta.
Ho sonno. Sbadiglio.

I miei capelli stanno tornando alle origini, al mio castano. Lentamente compro tinte sempre più scure, lascio gocciolare i capelli e copro il mio amato rosso rame per restituire un colore più vicino a quello reale. Il perchè di questa decisione, non lo so. Adoro i capelli rossi, e senza modestia alcuna, secondo me mi stavano proprio bene, erano anche adatti alla mia personalità. Allora non mi spiego questo passo indietro, forse è solo voglia di cambiare, forse no.

Ascolto canzoni malinconiche. Il perchè lo so io, e basta e avanza. Ma tra un po' smetto, sennò mi intristico.
E nel frattempo ho lasciato un commento sul blog del cuginetto, un commento ad un post che mi ha quasi commossa, che ha un non so che di buono e limpido.
Ho voglia della mia chitarra, delle corde ormai rovinate, dei vecchi canzonieri e di cercare gli accordi di canzoni nuove. Ho voglia dell'odore del metallo sulle dita, dei calli sulla mano sinistra, delle dita che scivolano sulle corde, dei miei plettri.



 
The Notwist
"Consequence"


You're the colour,
you're the movement and the
spin. Never could it stay with me
the whole day long. Fail with
consequence, lose with elequence
and smile. I'm not in this movie
I'm not in this song. Never leave
me paralyzed, love. Leave me
hypnotized, love.



venerdì, 12 agosto 2005



Perchè?






Le api ragno. Sono quelle api con le zampe lunghe, che quando camminano sembrano dei ragni enormi e quando volano tengono 'ste zampette in giù, pendenti e aberranti come poche altre.
Io ho il sacro terrore delle api. Mi disgustano. Queste poi, peggio ancora.
Allora mi chiedo per quale disegno divino stamattina erano tutte sul mio amato gelsomino. Ce n'erano 7, tutta la famigliola, che ronzavano e camminavano sui rami della pianticella. E questa convention di api ragno mi ha impedito di aprire le finestre, perchè se per uno strano caso uno di questi insetti dovesse entrare in casa credo che impazzirei. Ora non le vedo più, ma chi si fida? E se domani quelle schifose tornano a posizionarsi lì, io che faccio? Intanto ce n'è una morta sul gradino della mia finestra e mi viene da vomitare solo a vederla.



lunedì, 08 agosto 2005



Pensieri così, come vengono.

Come si fa a fare un bilancio, tra ferite ricevute e ferite inflitte, magari senza intenzione o cattiveria? Come capire chi vuol bene, chi ha fatto finta? Perchè se si guardano solo le belle parole e i bei gesti, tutto sembra così limpido da provare persino vergogna nel dubitare. Ma se si ricordano solo alcune delle ferite più grandi, sembra che sia stato solo un megabluff e sembra di aver peccato di un'ingenuità devastante.
Allora mi chiedo come tirare le somme, come si fa a capire cosa è stato vero e cosa no.

Quante volte si è pensato di agire per il bene di una persona e poi invece questa decisione si è rivelata un disastro totale? Ci vorrebbe una segnaletica comportamentale, un cartello che piomba dall'alto e ti dica se fermarti o andar tranquillo.

Cosa darei per un sorriso, a volte.

Perchè sabato e domenica c'è stato un tempo infame, e oggi splende il sole, caldo luminoso e insolente? E' un insulto a chi, come me, voleva andare in piscina nel weekend.

Adesso aspetto la busta, purtroppo. Mi chiedo solo perchè ci mettano tanto. A questo punto spero solo che arrivi, poi sia quel che sia, ma basta attesa, per carità. Peccato, un pochino ci credevo, anche se sicuramente era una bella pretesa. Non ho quasi mai vinto alla prima partita.



lunedì, 01 agosto 2005



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