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ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001









































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sabato, 31 dicembre 2005



Mi piacerebbe girovagare per i blog dei miei amici.. e lasciare un commento di auguri per il nuovo anno.
Mi piacerebbe, ma per vari motivi non posso farlo.. così per momento accontentatevi di un augurio cumulativo!

Baci a tutti...

Cassandra


giovedì, 29 dicembre 2005



Ma cavolo... perchè Internet Explorer non mi carica le immagini???




"... io non sapevo dirti che
solo pensarti mi dà i brividi..."



mercoledì, 28 dicembre 2005



Biglietto del treno da Monza a Milano: 1.55 Euro
Pile AAA per il mio Muvo sempre a corto di energia:  4.00 Euro
Biglietto urbano ATM: 1 Euro

Milano, Piazza Duomo, ore 7.20, all'inizio di una nevicata bellissima.. non ha prezzo.

27 anni, di cui 14 a Monza, e oggi è stata la prima volta che ho visto Milano sotto la neve.
Mi innamoro troppo facilmente, a volte.



venerdì, 23 dicembre 2005



Di nuovo ad un passo dal Natale.
E' un po' difficile il primo Natale con una persona in meno, una sedia che manca, un segnaposto che non verrà tolto dalla scatolina. Esperienza già provata e ogni volta difficile.

Un augurio e un ringraziamento ad ogni persona che passa di qui, che si interessa alla mia vita, che mi consiglia e mi critica.
Grazie per avermi difesa quando ne ho avuto bisogno, e allo stesso modo grazie per avermi lasciata sola ad affrontare le difficoltà, per insegnarmi - ancora una volta -  a stare in piedi con le mie sole forze.
Auguri di cuore a chi ogni giorno mi affianca nell'impresa di costruire me stessa, a ogni persona che in quest'anno mi ha insegnato anche una singola cosa, banale o basilare.



martedì, 20 dicembre 2005



E come non aggiungere la colonna sonora della mia vacanza?



Pacifico
"Fine Fine"


Fine, fine, pioggia di piccole spine,
dal cielo velato cadute, spruzzate, paracadutate
Fine, fine, che allaga tombini e cantine,
in piccole pozze riunite, adunate, a due piedi saltate

Scendi lentamente, portale i miei saluti più sinceri,
batti piano sui vetri e sciogli i dispiaceri
Scendi piano piano, che ti senta arrivare da lontano,
che abbia tempo per riparare, rifiatare

Fine, fine, pioggia e corone di spine,
nel cielo imbiancato con cura intrecciate, ad ognuno assegnate
Fine, fine, cadono grani e perline,
in queste mattine d'estate infiammate a lungo invocate

Scendi lentamente, portale i miei saluti gentilmente,
lascia che si riposi e non le manchi niente
Scendi piano, piano, gocciolando sul viso e sulla mano,
vai dovunque per rinfrescare, dissetare

Vieni ad aiutarmi,
so che puoi ascoltarmi
Vieni prima che sia tardi

Scendi lentamente, dopo tanto calore, finalmente
si riprende respiro e non si sente niente
Scendi piano, piano, temporale passato e già lontano,
che possiamo dimenticare, riposare…

 






Da Wikipedia...

"Pacifico" (il disco) si fa subito notare per l'ironia, la profondità e l'intensità delle canzoni, fra le quali spiccano "Il postino", "Le mie parole", "Fine fine" e "Il faraone". Pacifico (il cantautore) ottiene immediatamente riconoscimenti di grande prestigio: nel 2001 riceve il Premio Grinzane Cavour (all'interno del Premio Recanati) per il testo di "Le mie parole"; si aggiudica la Targa Tenco dell'omonino Premio Tenco per la miglior opera prima; vince la categoria "Emergente Italiano" nel referendum annuale della rivista "Musica & Dischi". Le gratificazioni personali proseguono nel 2002 con il Premio della Critica al P.I.M. (Premio Italiano della Musica) organizzato dal settimanale "Musica" di "Repubblica" e da Radio Deejay.
«Mi sono affacciato sulla scena cantautorale con molta titubanza: pur essendo soddisfatto e orgoglioso del mio disco, non ero ancora completamente convinto che quella fosse davvero la mia strada. A togliermi gli ultimi dubbi ha contribuito Samuele Bersani, che era nella giuria del Premio Recanati 2001 e mi ha telefonato per dirmi quanto gli fosse piaciuto l'intero album».
La stima di Bersani per Pacifico si trasforma presto in amicizia e si evolve professionalmente nella cover di "Le mie parole" che Samuele incide nel suo greatest hits "Che vita!" (2002) e nella partecipazione di Pacifico al tour di quel disco (2003).


Non si smette mai di imparare.
Credevo che "Le mie parole"  fosse opera di Bersani.
Invece nel mio week end romano ho scoperto quanto avete letto qui sopra. La sto ascoltando ora. Senza togliere nulla a Pacifico, che ha scritto testo e musica di una canzone davvero bella... ma la voce di Bersani mi piace di più.

per altre curiosità, andate
qui



lunedì, 19 dicembre 2005



"Tra Firenze e Bologna, con Heartbeat in sottofondo.

Roma dopo dieci anni di assenza è un'estranea di cui mi sembra di cogliere qualche somiglianza con qualcosa già visto chissà dove. E' una città da riscoprire e di cui innamorarsi di nuovo, senza opporre resistenza. Perchè in certi casi basta davvero poco.
Uscire dalla metropolitana e ritrovarsi di fronte al Colosseo ha un che di inaspettato e di onirico. Specie se penso al clima primaverile, alla gente sorridente, al buio e  al tepore delle strade. Un tepore che Milano ha dimenticato da tempo.

Il treno passa vicino alle case, riesco a vederne gli interni illuminati. Viste in questo modo hanno sempre un che di accogliente, e non mi spiego perchè. Anche quelle con la sola tv accesa e i lampadari pieni di fronzoli - le buone cose di pessimo gusto - mi danno un'idea di... tepore. Per fortuna dura solo l'attimo in cui il treno passa.
Per fortuna.


Via dei Fori Imperiali e la pioggia leggera e tiepida della prima serata romana.
Villa Borghese alle 21.30, i tentativi di fare foto notturne con la digitale e il desiderio di vedere San Pietro di notte. Desiderio esaudito. La luce è meno abbagliante di quel che immaginavo, la facciata è illuminata con discrezione, perchè non c'è bisogno di lustrini per questa piazza. Non c'è bisogno di apparire.
Quelle due finestre sono illuminate, stasera. E non c'è modo di trattenere i ricordi che si spostano a quella sera di aprile in cui quelle luci si sono spente. Non ho nessuna intenzione di non emozionarmi.

Bologna. Cinque mesi fa ero qui, a festeggiare la mia laurea con lei. La gente sale, cerca i posti. Il treno parte, chi resta sul binario saluta e sorride.
Questa scena non cambia mai.


Una visita in ritardo. Volevo esserci in quei giorni, e solo la tesi e la razionalità mi hanno trattenuta dal prendere un treno qualunque. Solo un veloce passaggio, il segno della croce. C'è sempre una persona che fotografa, e io non mi spiego questo bisogno di immagini. Non lo capisco proprio.

...leave me paralyzed, love.

Solo silenzio. Sopra Piazza San Pietro, tra un gruppetto di turisti e il loro brusio, io sento solo il silenzio. Per me non esiste un posto in cui tutto sembri più lontano, piccolo e ... armonioso. La mia amica fotografa un po' dappertutto, anche me, ignara e presa alla sprovvista.
Quando riesco a scuotermi mi alzo dall'angolino in cui mi sono seduta e infilo un bigliettino piegato in 4 in una fessura del muro. Proprio non mi andava di buttarlo."




dal quadernino con le pagine lilla, 18 dicembre, verso le 20.





domenica, 18 dicembre 2005



L'albero di Natale in Stazione Centrale. Qui comincia il mio week end lungo alla volta della capitale.
Se qualcuno di voi capitasse in stazione in questi giorni, troverebbe un albero di Natale proprio poco prima dell'ingresso ai binari. Sull'albero, infilate nei rami, richieste, preghiere, ringraziamenti, insulti alle F.S.
Potevo rinunciare a lasciare traccia di me? Visto il largo anticipo ho comprato un quaderno dai fogli lilla e una penna nera. Seduta proprio vicino all'albero su uno scalino gelido, ho scritto il mio biglietto e l'ho appeso lì, un po' in basso, per non dare troppo disturbo a nessuno. Chissà se è ancora tra quei rami.
Nell'attesa ho letto qua e là le letterine altrui..









venerdì, 16 dicembre 2005



Tra poco si parte.

Nel caso non ci fossero aggiornamenti direttamente da Roma, buon fine settimana a tutti!



giovedì, 15 dicembre 2005



Ma non dovevo finire di preparare la valigia e andare a nanna presto?
Sì, come no....
Come disse il buon Schlesinger in una delle prime lezioni di diritto privato: "I buoni propositi lastricano le strade che portano all'inferno".
Ora, forse nel mio caso l'affermazione è esagerata. Forse nel mio caso domani avrò il solito sonno ingestibile, e appena arriverò in ufficio andrò a bere il mio solito caffè macchiato. Tutto come al solito...

Meglio se lascio un bacio della buonanotte a tutti, meno uno.



martedì, 13 dicembre 2005



Facciamo il punto della situazione.

Regali di Natale: conclusi, salvo dimenticanze dell'ultima ora o ispirazioni divine del week end.
Valigia: neppure vagamente progettata. Dovrò cominciare a pensare a cosa mi porterò.
Libro per il viaggio: "Nahui" di Pino Cacucci, prestato da Giuly. E ovviamente quello di Murakami da finire.
Regaluzzi per colei che mi sopporterà per 2 giorni e mezzo: ancora da incartare.

Progetti per il week end: innanzi a tutto un sorriso enorme per la mia amica. Poi shopping, visita alla mostra di Monet, i biscotti da fare insieme, un saluto alla tomba di Giovanni Paolo II. E poi, qualsiasi sua iniziativa sarà una sorpresa e una gioia per me.
Stasera ho contato fino a 5 milioni per evitare di dare una risposta da era glaciale ad una mail-fuffa del tizio di cui parlavo ieri, quello dei sms "senza effetto". Mi sono complimentata con me stessa perchè la frasetta che ha scritto per accompagnare la mail era da far saltare i nervi, davvero. Però le polemiche tramite posta elettronica sono una delle cose che odio maggiormente; inoltre il Natale si avvicina e mi sento maledettamente più buona e tollerante.

Sospirone..



lunedì, 12 dicembre 2005



I post-it. Semplici, nella loro gialla invadenza. 
Un messaggio lasciato da un collega sulla mia tastiera: "Passa da me appena arrivi. S.".
Una richiesta o un promemoria per chi è uscito prima di te o per chi si sveglia dopo di te. "Potresti andare a prendermi il nimesulide? Grazie. Bacione".
Quattro pezzettini gialli appiccicati sulla spalla della mia libreria: il numero di telefono della pizzeria migliore della Brianza, la data di uno spettacolo comico che vorrei andare a vedere, l'inidirizzo del museo di Brescia (sta lì da novembre) e la data di uscita del film "Memorie di una geisha".
I post-it li usavo anche quando studiavo, come segnale per le pagine più ostiche e per l'inizio dei capitoli. Dopo ogni esame superato, il rito - rigorosamente da svolgersi sulla metropolitana, meglio se seduti - di togliere tutti i post-it e buttarli, in modo da restituire al libro la forma e la dignità perduta.
Ci mancava solo questa. Un post sui post-it... Sto degenerando.

Tra pochi minuti chiuderò tutto e andrò a dormire. Sono talmente stanca che mi si chiudono gli occhi e non ho voglia di starmene online a girovagare come al solito.

Però ho un paio di domande che mi stanno sullo stomaco, come il pranzo di oggi.

(Nota bene: quanto segue è sicuramente uno sfogo polemico. A chi non piacciono queste cose, chiedo di fermarsi qui nella lettura. Grazie...)

Perchè cavolo girarmi 3 mail di fuffa - allegati visti e stravisti, e di cui sai bene che non me ne frega nulla, dal momento che riguardano Brad Pitt, che per me ha lo stesso fascino di un comodino - prima di degnarsi di scrivermi 4 righe del cavolo in cui mi informi di una cosa veramente importante? E' un'informazione, oppure mi si vuol far capire che ieri si è visto il mio passaggio?

Com'è che un povero cristiano passa due mesi a mandare sms ogni maledetto sabato sera ad un certo soggetto.. sms che vengono ignorati o a cui si risponde sempre con un rifiuto.... e poi una bella mattina il cristiano riceve una mail dal soggetto di cui sopra ... in cui non si chiede nulla... assolutamente nulla. Soltanto quanto costa l'ultimo gioco della Ps2...
Non voglio commentare.







Contenuto del pacco natalizio ricevuto al lavoro:

- una bottiglia di spumante secco (come piace ai miei)
- un panettone Motta (come piace a me)
- un torrone alle mandorle
- una barretta di cioccolato particolare, extra fondente
- un cotechino (o è zampone? non mi ricordo e non ho voglia di andare a vedere)
- un salame
- un pacco di caffè
- un sacchetto di lenticchie
- un pacco di pasta
- un pezzo di formaggio

^___________^

Considerazione n. 1: portarlo a casa trasportandolo prima sul tram e poi sulla metro non è stata un'esperienza tanto rilassante. Specie per le mie mani. Ma chissenefrega. E' troppo una figata..
Considerazione n. 2: oggi ho proprio portato a casa la pagnotta!!



domenica, 11 dicembre 2005



Ma dai!! Non ci posso credere, abbiamo vinto il Derby!!!
Scrivo indossando il mio cappello da Jolly, mentre la mia sciarpa (comprata la sera della Coppa Italia) in questo momento è a San Siro, spero attorno al collo di Beppe e non in tasca. Ebbene sì, Beppe - non interista ma appassionato di calcio - è andato al derby sfruttando il posto di mio padre.
E qui sorge la domanda: non potevo nascere maschio?? E la seconda: non sarà che Beppe porta bene all'Inter? Perchè se contiamo gli episodi favorevoli a questa tesi, mi sa che mio padre sarebbe capace di regaragli pure un abbonamento. Ma in questo caso esigo avere voce in capitolo, e visto che ci siamo un abbonamento pure per me!







Ho preparato tre strudel (mai raccontare agli amici che si ha intenzione di preparare uno strudel... poi ti ritrovi con le ordinazioni di mezzo mondo..), e un po' di pizzette. Solo che ho fatto l'impasto come piace in famiglia, cioè con poco sale. Non ho minimamente pensato al fatto che queste pizzette non vanno mangiate in famiglia.. e di farne altre non ho la forza. Arg.
Ho passato tutto il pomeriggio in cucina, immersa nella mia beatitudine. Ma stasera devo soffrire, e se mi rimetto a cucinare mi sa che mi viene tutto malissimo.






Il "Pit stop" sta acquistando punti nella classifica di gradimento locali. E' piccolo, tranquillo e particolare, con buona musica e ad un volume accettabile.
Ieri sera, tra una piadina Indy e un gin lemon, ad un certo punto hanno deciso di metter su il dvd dei Queen, concerto di Wembley. Un pezzo di storia (anzi due) davanti ai nostri occhi. Non si è potuto fare a meno di interrompere i nostri discorsi, guardare e lasciarsi rapire dai ricordi, ognuno geloso dei propri. Io avevo comprato la cassetta "Greatest Hits II" e credo di averla consumata, ascoltandola nel mio walkman in giro per Trieste o la sera tardi sotto le coperte, fregandomene altamente del sonno del giorno dopo (ciò spiega tante cose, ora che ci penso).
Certe canzoni fanno sempre venire la pelle d'oca, strappano un sorriso e una domanda: chissà dove sarebbero arrivati se Freddie non fosse morto. E poi: ma lui cos'era? Era umano? Non so. Lasciamo perdere discorsi del tipo: chissà quanto era fatto quella sera del concerto, o quanto era sbronzo. Francamente non mi può fregare di meno. Io dico solo che, fatto o non fatto, non si riesce a togliergli gli occhi di dosso e a non emozionarsi mentre canta. Per me non sono cose tanto scontate.
Post in attesa di giudizio: vado a Messa.



sabato, 10 dicembre 2005



Ieri sera Giuly sembrava un bambino con il giocattolo ricevuto a Natale. E a me ha fatto tenerezza, avevo una gran voglia di abbracciarlo. Da quando ci siamo incontrati - buffo dirlo dopo 9 anni di uscite insieme, week end capodanni e vacanze condivise - mi sento molto affettuosa nei suoi confronti. Mi chiedo spesso come si senta, che cosa stia facendo; mi ritrovo a pensarlo quando vado al Globo ed è ora di pranzo o mentre ascolto una canzone che so che gli piace.


"Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori..."


Stasera non ho troppa voglia di uscire. E diciamoci la verità, avrei anche bisogno di stare un po' da sola, litigare con i miei pensieri instabili. Però non so quanto mi farebbe bene.


"And the blood sail leaves tonight
Fated in its blindness
And it won't be long before help is at hand..."





venerdì, 09 dicembre 2005



"A volte certe cose non si possono dire, anche se si vorrebbe tanto farlo.
Le circostanze e le non-corrispondenze non consentono nulla se non un silenzioso interrogarsi.
Quelle parole inespresse restano dentro, rimangono sospese nel vuoto del silenzio e poi... pesano."



giovedì, 08 dicembre 2005



Questi due giorni sono stati molto rilassanti, ma mi hanno lasciato addosso uno strano senso di spaesamento.
Domani al lavoro, ma è venerdì, dunque giornata corta e poi di nuovo a casa. Credo che la prossima settimana sarà molto dura e molto lunga.
Domani in ufficio fino alle 13, poi proprio non so cosa farò della mia vita. Se gironzolare per Milano, se andare alla fiera, se tornarmene a casa e poi scendere la sera. Ho un po' di cose da comprare e nessuna voglia di farlo.
Leggo in alcuni blog che il Natale mette malinconia. A me no, quello che mi sta un po' sull'anima è Capodanno. A parte che ogni anno arrivo a questa festa con un malanno tra i tanti.. Ma quello che detesto è quella sensazione di doversi divertire esageratamente, di dover tirare tardissimo, di dover essere per forza di buon umore. Le cose a comando non riescono mai bene, non nel mio caso. Quest'anno credo che le sorti del mio Capodanno verranno decise il 30 mattina. E tutto sommato, meglio così. Niente programmi, niente doveri, quello che verrà fuori andrà bene lo stesso. Forse anche meglio... come una spaghettata alle 2 di notte, un giro in centro durante un giugno soffocante, uno zaino preparato al volo per un weekend improvvisato.








Ogni tanto cambio sfondo del desktop.
Riuscirò a cambiare anche il soggetto, prima o poi?
Rischio di diventare noiosa??






Ci voleva proprio questa giornata di vacanza...
Non ho fatto nulla di speciale, ma era quello di cui avevo bisogno.

Stasera poi, un miracolo: sono riuscita a vincere una partita contro quei due maledetti, baciati da una fortuna sfacciata ai dadi. Sorvoliamo invece sul numero delle partite perse... -__-

Domani vorrei finire il libricino di Murakami. Riuscirò a ritagliarmi un'oretta??



martedì, 06 dicembre 2005



Porca miseria. Ho promesso di preparare uno strudel da portare domani sera alla cena da Francesco. Ma non ho chiesto a mamma di comprarmi gli ingredienti. Risultato: domani mattina dovrò cadere dal letto (sacrilegio!) e andare al supermercato.
Ma che bella notizia...

Seduta sul tram del ritorno, occhi chiusi e testa appoggiata contro il vetro del finestrino, un flash back di più di 15 anni fa. A casa della nonna, tardo pomeriggio. Zio Luciano travestito da San Nicolò portava i regali ad un bimbetto biondo. Tutta la famiglia era presente all'avvenimento. Ricordo tanti tanti regali, una volta persino una specie di batteria giocattolo, e un garage per le macchinine. Con quello, pochi anni dopo, avevamo giocato insieme. Io quell'estate avevo la gamba in gesso e lui ogni tanto ci si sedeva sopra. A me piaceva giocare con le macchinine e lui era ancora un bimbo tenero.
La nostalgia ha giocato pesante, su quel tram. Mannaggia.
Meno male che San Nicolò si è ricordato anche di me.
E anche quest'anno ce l'ho fatta.



Liberamente tratto da un discorso fatto a pranzo..

"Allora alla fine pensi che dovrebbero legalizzare il doping?"
"Ma anche si. Tanto si dopano tutti. E' una libera scelta.."
(....)
Poco dopo, in attesa di pagare..
"Ma scusa, se un giorno tuo figlio volesse giocare a calcio?"
"Gli taglierei la testa."
"Per via del doping?"
"Sì."

Alla faccia della coerenza... ^__^





lunedì, 05 dicembre 2005



Ehi, Lassù... Ci sei, eh?!
Dovrei ricordarmelo più spesso.

Ero pronta ad subire un lunedì infinito e malmostoso, invece mi sono ritrovata tra le mani una giornata piacevole, se non proprio bella. La malinconia di ieri sera ha avuto come unico effetto collaterale quello di farmi svegliare di soprassalto per ben due volte, con la convinzione assoluta di aver sentito suonare la sveglia.

Domani potrebbe - a questo punto uso il condizionale - rivelarsi una giornata un pochino triste. In effetti il 6 dicembre è l'unico giorno dell'anno in cui vengo assalita da una nostalgia subdola. Non che gli altri giorni non senta la mancanza del mio mare, della mia città e della sua scontrosa grazia, come dice Saba. Però il 6 dicembre è un caso a parte...
Oh, al diavolo. Il 6 sarà domani, e domani troverò uno scacciapensieri, salterà fuori qualcosa o qualcosa mi inventerò; e chissà che non debba ritrovarmi qui, domani sera, a smentire me stessa e le mie previsioni.
Oggi è ancora oggi. Ed è stato bello. A lavoro mi sono fatta un sacco di risate e sono riuscita a combinare qualcosa di decoroso. Quando ho aperto la porta di casa i miei erano accoccolati sul divano con un'espressione rilassata, serena; la tv a basso volume e l'albero di Natale acceso. Ho appena mangiato un pezzo di quel fantastico torrone sardo che ho comprato alla fiera dell'artigianato; ho addosso la mia felpa preferita, i capelli raccolti. Beppe è tutto contento del primo giorno di lavoro. E adesso accendo le candeline e mi metto ad ascoltare Tom Waits.
Se ci penso seriamente, vedo che ho attorno un sacco di persone che mi apprezzano per ciò che sono e che mi vogliono un gran bene. Molto più di quel che merito, a volte.
E mi vergogno come una ladra per aver scritto, solo ieri, che qualcosa manca.
Ritiro tutto: sono la ragazza più fortunata del mondo.



domenica, 04 dicembre 2005



Questo aperol in solitaria prima di andare a dormire si sta rivelando un'idea abbastanza negativa. Mi è venuto un attacco di malinconia insospettata, legata a mille pensieri relativi a questa settimana.
Vorrei che fosse già il 16 mattina. Voglio un treno, la musica, voglio leggere il libro che mi hanno prestato ieri sera.
Malumore e preoccupazione scivolano tra i cubetti di ghiaccio, questo minimo di alcool mi intorpidisce.

Cosa sto cercando in questa serata che chiede solo di essere conclusa al più presto, cosa sto aspettando?
Sembra mancare qualcosa...
Per piacere, non diciamo cavolate: qualcosa manca.

Nessuna recriminazione, intendiamoci. In fondo è sempre così, non è vero? Può essere. Oppure, come mi dicono in tanti, sono io che penso sempre troppo.






Giornata intensa.
Ogni anno la Fiera si ripete simile a se stessa, e forse è proprio questo quello che mi piace così tanto.. questo senso di continuità, il rito di passeggiare tra gli stand dei Paesi extraeuropei, di cercare nel padiglione 19 (padellone... ehehehe) quello del tizio fiorentino con le magliette bizzarre - quest'anno mi ha fatto dannare più del solito.
E poi gironzolare in quello iniziale dedicato alle regioni del Sud Italia e sentire Beppe e Francesco che mi raccontano per l'ennesima volta di Napoli e del presepe napoletano.
Francesco quest'anno ha reso il giro molto più divertente, ci siamo fatti un mare di risate da sentirci male. Sono felice che si sia trasferito a Milano, la sua presenza fa bene a Beppe che in fondo ha bisogno di avere vicino un amico vero. Perchè io non basto, ed è giusto che sia così.
Poi mi fanno morire quando attaccano uno dei loro dialoghi: si conoscono da una vita e hanno un'intesa e una complicità che sono due amici carissimi possono avere. E a me piace il loro modo di confrontarsi, di scherzare e di prendersi in giro: me li guardo come se fossi ad uno spettacolo comico e mi gusto la scenetta. Poi mi rendo conto che le mie amiche più care sono lontane e un po' mi spiace.

Serata a casa della solita coppia di amici.
Non si capisce bene cosa abbia fatto (non ho fatto praticamente nulla..) ma lei dice che lui non ha voglia di vedere nessuno e l'unica con cui si sente di stare sono io. Accidenti, che responsabilità..
In ogni caso non capisco, perchè non è che durante la serata io e lui abbiamo fatto chissà che discorsi. Non so. Da una parte forse dovrei proporgli un'uscita da soli, dall'altra penso che se ha bisogno di parlare sa benissimo che può chiamarmi sul cellulare anche alle 3 di notte e non ci sono problemi. Lo sa bene che non dico MAI queste cose tanto per dire.
Comunque è bello stare con persone che conosci da 9 anni e con cui -specie ultimamente- si è sviluppata una condifenza così limpida. E a me ogni tanto piace il sabato sera in casa.. Mi piacciono quelle serate tranquille tra amici, dove ti ritrovi a dire "Beh, giochiamo a qualcosa?" senza realizzare che è già l'1.20.
Per la prima volta nella vita ho tenuto in  braccio un animale domestico per più di un'ora. Zeus (lui lo ha ribattezzato Ragno e secondo me è più adatto) ha il vizio di mettersi a succhiare la mano di chi lo tiene in braccio prima di andare a nanna; Silvia voleva vedere se lo fa con tuttti o solo con lei, e me lo ha piazzato in braccio. Risultato: mi ha succhiato prima la mano sinistra e poi quella destra, ha fatto le fusa in continuazione e poi si è assopito. Che cosa calda e piccola è un gattino... Era troppo tenero quando si lasciava coccolare e accarezzare. Io non amo i gatti proprio perchè in genere non sono animali affettuosi, vengono da te solo se ne hanno voglia e comunque mai per troppo tempo. Non soddisfano il mio bisogno di coccolare ed essere coccolata. Ma Ragno è un caso a parte.

Stamattina ho fatto un sogno. Ero nell'altra casa con papà, e c'era il terremoto.



venerdì, 02 dicembre 2005



Colpita e affondata.

Forse era anche ora che mi dessi una bella svegliata... Non dico di no. Magari tutto ciò risulterà estremamente salutare, nel lungo termine.
Ma lì per lì sono rimasta spiazzata. No words.

Dal momento che nella mia vita difficilmente ho mollato il colpo, penso che saprò prendermi la mia rivincita... prima o poi.
Per ora pensiamo a rinascere dalle proprie ceneri. In questo non c'è storia.. non mi batte nessuno.

Aggiornamento n.1: mi ritrovo davanti a certe informazioni inattese e non capisco se sia un errore o una conferma.
Aggiornamento n.2: mancano 14 giorni e mi sento come una bambina impaziente. Sto già rinascendo? No. Ma penso che potrà aiutare.