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ricordati di me





ringraziamenti

ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001









































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luckykkina in Casomai non vi rived...


martedì, 31 gennaio 2006



Non c'è niente di più deprimente di un negozio di televisori la sera, quando la serranda è abbassata ma le tv sono ancora tutte accese. Il programma preserale di turno - in questo caso Chi vuol essere milionario - sembra volerti rinfacciare il tuo essere fuori posto, la quotidianità mancata, mentre cammini per una strada anonima e dovresti essere a casa per cena.

Oggi io e papà abbiamo discusso un po' del suo lavoro, e noto con piacere che non me ne parla più con quel distacco che mi faceva sentire inadeguata. Abbiamo scherzato su alcune sue situazioni e io gli ho raccontato un paio di aneddoti carini. Abbiamo anche affrontato il discorso macchina. Mi spiace dirlo, ma senza l'influenza di mia madre, mio padre dimostra di avere molto più senso della realtà delle cose. Lui sembra accettare molto più di lei che la mia vita sta cambiando. A volte mi piacerebbe confidarmi un po' di più, raccontargli quel lato di me di cui forse avrebbe paura... perchè lui mi vede solo come sua figlia.

Chissà, forse avrebbe letto la mia tesi. Anzi, conoscendo il tipo, sarebbe stato capace di mandarmi per posta ogni singolo articolo che parlasse di espropriazione per causa di pubblica utilità. Mi avrebbe dato consigli preziosi e forse mi avrebbe anche un po' esasperato, chi può dirlo?
No, alla discussione comunque non ci sarebbe mai venuto, lui non l'avrebbe mai lasciata sola. E lei fa fatica ad uscire dal suo regno dove ogni angolo rivela la sua dedizione.
Però di sicuro mi avrebbe fatto uno dei suoi discorsi un po' imbarazzanti sul fatto che devo essere fiera di me e contenta di aver raggiunto un risultato che non è da tutti. Il mio primo biglietto di congratulazioni potrebbe benissimo averlo scritto lui: del resto, tale padre tale figlio. A volte questa somiglianza mi commuove, altre mi impressiona.
Grazie per quando mi hai raccontato che ti avevano bocciato alle elementari, perchè io non l'avrei mai pensato. Lo hai raccontato apposta per insegnarmi che una sconfitta non è un fallimento, ed io in quel momento ne avevo un gran bisogno.

Tra poco saranno otto anni, e sembra ancora così strano...
Buona serata nonno. Se ti capita, passa a scompigliarmi i capelli domani mattina.



domenica, 29 gennaio 2006



Chissà come starà quel pupazzo di neve che ho conosciuto venerdì pomeriggio?
Avevamo appuntamento in Brera, era il nostro primo incontro.
Io ho fatto un po' tardi perchè mi sono persa a girare per Milano con il mio angelo custode; una chiacchiera tira l'altra e così quando ci siamo trovati nel cortile del museo l'ho trovato lì, rassegnato, sotto una nevicata ininterrotta e lo sguardo un po' patetico di chi si sente abbandonato.

 

Le cassette delle lettere mi fanno venire nostalgia dei tempi in cui passavo le nottate intere a scrivere. La luce accesa e la paranoia che i miei mi trovassero sveglia alle 2 di notte (con conseguente cazziatone), i miei fogli preferiti, l'odore della carta e il periodo in cui scrivevo solo con la stilo blu e riuscivo a consumare anche due cartucce per una sola lettera.
Poi la busta, i francobolli. E la scelta della cassetta giusta. Può sembrare una scemata, ma certe cassette era meglio evitarle: forse perchè troppo nascoste nelle viuzze di Monza, fatto sta che imbucare lì equivaleva a sottoporre l'amica di turno ad uno stress psicologico non indifferente. Quando si ha un amico di penna, la cosa peggiore è sapere che ha imbucato e non vedere arrivare la lettera.

Queste le ho trovate quando ormai mi ero clamorosamente persa per Milano, ma ancora non me ne ero resa conto.
Mi è tornato in mente quel libro in cui la cassetta della posta diventa l'unica strada per un'amicizia in bilico.

Sono improvvisamente finita in Toscana, in qualche vicoletto di Lucca... o forse era Arezzo?
Non ricordo... Così silenzioso, intimo e tranquillo, proprio non posso essere ancora a Milano.  Magari in pieno centro... Impossibile. Nell'aria c'è odore di legna bagnata..





sabato, 28 gennaio 2006





Ecco un altro buon motivo per rafforzare il mio desiderio di essere cremata.
Perchè ritrovarmi ad essere utilizzata come elemento decorativo per gli interni di una chiesa mi pare un po' troppo degradante..

Però non posso negare che abbia un fascino speciale.
Per saperne di più, cliccare sull'immagine.



giovedì, 26 gennaio 2006



"Non cambia nulla. Dopo quasi un anno continuo a pensare che la neve sia fatta apposta per farmi rinascere.
Riesce sempre a farmi emozionare, persino una bicicletta abbandonata alla stazione di Monza e illuminata da un lampione diventa un soggetto quasi artistico. Se avessi avuto la macchina fotografica mi sarei fermata per cercare di cogliere la luce giusta. Anche se nella maggior parte dei casi le foto fatte di sera con la digitale non vengono al meglio.

La neve è una delle poche cose che mi fa sentire autorizzata a mostrare il mio lato infantile. Mi incanta e mi rende semplicemente felice. E' anche vero che me lo posso permettere: non devo guidare per strade ghiacciate con il terrore di fare qualche incidente, non ho figli da andare a recuperare a scuola con il timore che la maestra se ne vada. Se arrivo a casa 3 ore dopo il previsto non mi ritrovo a dover stirare fino a mezzanotte. Non ho libri nè appunti da rivedere che mi aspettano. Ma non ho intenzione di sentirmi in colpa: voglio sfruttare i pochi aspetti positivi della mia vita da figlia unica che vive ancora in casa dei genitori.

Sono seduta dietro l'autista e sento tutti i messaggi che i conducenti di linea della TPM (trasporti pubblici monzesi...) si stanno scambiando via radio. Si tengono informati sull'andamento del traffico e sul numero di corse saltate a causa della neve; ogni tanto qualcuno sbraita, e l'autista del 6 ed io scoppiamo a ridere. Qualcun altro è serio, ha fretta perchè ha lasciato la bambina dalla baby sitter.
Due sedie più in là c'è una ragazza che con atteggiamento isterico da donna in affari continua a telefonare e a maledire il maltempo, prevedendo di arrivare a casa per le 21. Chiude il cellulare e lo sbatte nella borsa, poi lo riprende e chiama qualcun altro per buttargli addosso il suo nervosismo. 
Ma perchè arrabbiarsi? A volte mi chiedo che razza di vita viviamo. Non possiamo nemmeno permetterci di rassegnarci ad un ingorgo, sembra che fare le cose immediatamente sia diventato indispensabile. Invece non cambia proprio nulla, se non la qualità della nostra vita. Non capisco perchè dobbiamo castigarci con questa paranoia del fare presto, del NON PERDERE TEMPO. Invece ogni tanto fa così bene perdere tempo...

Però in mezzo a questo paradiso, dopo aver attraversato a piedi il centro di Monza innevato e silenzioso, sbuca un piccolo rimpianto. Quello di non abitare a Milano, e non solo perchè sono le 19.56 e sono ancora sull'autobus."

dall'unico foglio bianco che ho trovato nella borsa, 19.10 - 19.56


Epilogo: ore 20.10. Apro la porta di casa. Sono uscita dal lavoro alle 17.
Ho un sorrisone onnicomprensivo e la neve nei capelli.
Sono felice come una bambina.



martedì, 24 gennaio 2006



Stasera sul tram ho incontrato un collega che chiacchierava di lavoro e di case. E mentre ascoltavo con mezzo neurone acceso, mi sono ritrovata ad avere nostalgia di un discorso di ieri, di una citazione che ricordo... ma non con precisione.
Un rientro come quello di ieri sera ci sarebbe stato benissimo.
Vabbeh..



lunedì, 23 gennaio 2006



"I hear nothing, not even a sound on the streets of New York,
just the beat on my own heart.
I have mail.
From you."


Che bello quando apri la posta e spunta la mail che non ti aspetti, ma forse l'unica che può raddrizzarti una giornata.
Quando a Natale ricevi un biglietto stupendo da chi al massimo ti mandava gli auguri di buon compleanno via sms.
Oppure infili nella tasca del barbour una busta spiegazzata che ha percorso mille km con dentro 22 fogli A4. Li aspettavi con trepidazione, e te li leggi di nascosto durante l'ora più inutile del mondo (fisica).

Adesso vorrei scriverla io, una mail speciale per una persona speciale. 
Ma non so se troverò mai le parole.



domenica, 22 gennaio 2006



Mi sento intontita, mi fanno male le ossa. Così dopo cena mi metterò a letto, pregando di non aver l'influenza.
Martedì sera dovrei andare a mangiare la pizza al Cinghei.
Venerdì invece mi pagano, non sto aspettando altro.

Ieri sera siamo andati a giocare a bowling. Di solito non sono chissà cosa, ma me la cavo con una certa dignità. Invece ieri non era serata, ho fatto una partitaccia e sono arrivata ultima, mi ha stracciato persino Francesco che non aveva mai giocato in vita sua. Mi sono rifatta con qualche bel colpo a biliardo, ma nel complesso neppure lì ho dato il meglio di me.
Forse è stato il prezzo da pagare per quelle due partite di risiko in cui ho praticamente dominato.

Ohi ohi ohi...

(Ma perchè mio padre fischia in continuazione e a casaccio? Mi dà un fastidio.... e poi non capisco la sua domanda di poco fa: non puoi staccare un po' prima dal lavoro? No, cavolo. non posso e in più neppure voglio... senti da che pulpito viene la predica poi.. scommetto che questa idea gliel'ha messa in testa mamma. Cavolo, io esco quando mi pare.. se è scomodo per venirmi a prendere a sesto vada pure a casa, io mi arrangio. Mica ho 7 anni... ).



venerdì, 20 gennaio 2006



Lo schifo imperversa, il mondo è malato e io sono imbestialita. Non sono mediamente isterica, ma decisamente furiosa.
Ma ci rendiamo conto? Un milione di euro al vincitore del Grande Fratello. Cento giorni in una casa a non fare un cazzo dalla mattina alla sera, svaccato sul divano, un tuffo in piscina e sì, ok, forse dover lavare i piatti ogni tanto.
Poi ci scandalizziamo se una ragazzina un po' svampita pretende di guadagnare 1600 euro al mese come minimo, al primo impiego.
Di solito dico: non ho parole. Invece oggi ce le ho, eccome. Sono nauseata da questa società, da tutto questo vuoto mentale. Non sono un genio nè mi interessa esserlo, ma tutto ciò è un insulto a troppe persone. Quest'anno al grande fratello hanno fatto i burloni e hanno messo i poverini (poi sentiamo le loro storie, chissà cosa salta fuori.. saranno tutti figli di papà che hanno tempo da perdere) dentro ad una casa priva di ogni confort. Così, per scherzare. Peccato che tanta gente ci vive veramente in una casa priva di confort. Così, per davvero. Perchè quella è la vita vera, l'unica che si possono permettere. Quello è il reality.
Ma non si vergognano? Non c'è un limite oltre al quale fermarsi, se non altro per rispetto?
Penso a quel maledetto libro, 1984. Poveri noi.

Volendo ci sarebbe da aggiungere che sono stufa di quelle statistiche che definiscono mammoni i 30enni italiani. Chi li scrive sa di che cosa sta parlando, oppure vive nel mondo delle favole? Se a 27 anni la prospettiva è quella di passare da stage in stage aspettando il miracolo, mi chiedo come si può pretendere di vederci indipendenti. Ma lo sanno quanto costano le case, quanto costa sposarsi, quante garanzie ci vogliono per avere un mutuo? Io posso voler andare a vivere per conto mio con tutta me stessa, ma di certo la banca non mi concede il mutuo solo perchè sono innamorata, perchè ho buona volontà e desiderio di indipendenza.

Basta. Stasera sono troppo pessimista e il daiquiri non mi aiuta.
Buonanotte e scusate lo sfogo. Anche se non ritirerei una sola parola di quanto ho scritto.
E' il mio blog e posso sfogarmi quanto voglio... Almeno qui!






In teoria dovrei cadere dal sonno e dovrei essere a letto già da un'ora.
In pratica sono sveglia, nervosa e non vedo l'ora che sia domani sera.
Questa settimana mi sta schiacciando come un macigno. Ho troppe domande pesanti e una di queste richiede risposta urgente e possibilmente definitiva. Ho così tanta confusione in testa.. Cosa devo fare? Qual è la mia strada?

Su canale 5 si sta consumando l'ennesimo orrore televisivo, il grande fratello. Volevo solo vedere come avevano arredato la casa, ma non ce l'ho fatta, dopo 5 minuti mi veniva già il voltastomaco e ho dovuto spegnere.

Domani... ti prego fa che arrivi presto domani sera.
Voglio la neve.
Vorrei mandare a quel paese il boss. Perchè si, punto. Quando ci vuole ci vuole.

Sono mediamente isterica. Ebbene sì.



mercoledì, 18 gennaio 2006







martedì, 17 gennaio 2006



Ho appena visto che il 14 aprile uscirà "L'era glaciale 2": mi piacerebbe andare a vederlo il primo giorno ma è facile che sarò in viaggio verso Trieste. "L'era glaciale" è uno dei miei film d'animazione preferiti, secondo solo a "Monsters & Co.", che continua a detenere il primato, nonostante tutto e contro tutti. Una sera di queste credo che me lo riguarderò, con la gentile autorizzazione del mio lettore di dvd e del mio computer (tradotto: se non si impalla tutto come al solito).



Frivolezze a parte, oggi mi sono comportata come non avrei mai voluto.
C'è stato un periodo della mia vita in cui molte, moltissime persone non facevano che pormi una sola domanda, sempre la stessa. E io non lo sopportavo. Mi pesava tremendamente dover dare delle risposte, quasi dovermi giustificare davanti a quella domanda. E dopo aver risposto - rispondo sempre alle domande, mi piacerebbe saperle eludere con stile, ma ancora ci sto lavorando -  immancabilmente arrivava un po' di depressione e una riflessione: ma perchè la gente chiede queste cose così ovvie? non hanno niente altro di cui parlarmi? E in fondo lo penso ancora, se solo torno con la mente a qualche mese fa.
Oggi quella stessa domanda l'ho fatta io. Come se non ricordassi più nulla di quel periodo. Invece mi ricordo fin troppo bene e mi spiace tanto di essere stata così stupida.

Però questo episodio mi ha fatto capire che forse chi mi domandava dei miei esami non lo faceva per rigirare il coltello nella piaga. Per lo meno non tutti. Qualcuno forse cercava solo un modo per farmi capire che si interessava a me, che faceva il tifo per me. Così dovrei anche chiedere scusa ad alcuni che hanno chiesto e sono stati freddati con la mia rispostina standard, puramente informativa.



lunedì, 16 gennaio 2006



Oggi in pausa ho fatto due chiacchiere con una mia collega che mi ispira fiducia e simpatia. Anche se non lavoriamo nello stesso ufficio mi sono affezionata a lei, ed è a lei che ho chiesto consiglio per quel discorso da fare con il mio capo in merito al mio futuro lì dentro. Però mi manca andare a mangiare fuori con gli altri, anche se a volte si aggiunge il mio capo e va a finire che sento parlare di lavoro pure a pranzo: è il metodo migliore per rendermi inappetente... mmm, dovrei prenderlo in considerazione per riuscire a dimagrire una buona volta. A parte questo, uscire con i miei colleghi a pranzo è sempre piacevole. A patto di evitare il panino in piedi al freddo e al gelo.. e a patto di non mettere piede da "Mc Doh"! Ma in questo siamo tutti abbastanza concordi.
Preferenze gastronomiche a parte, oggi è andata meglio di quanto pensassi.
Però ho un po' riflettuto sul fatto che anche Loretta ha scelto di fare pratica. Non so quanto sia stata una scelta dettata dalla voglia o dalla mancanza di alternativa.. però un po' ci ho pensato su. Chissà, forse Beppe ha ragione quando dice che sarei portata per fare l'avvocato. Forse... ma anche no. Voglio dire: avessi più tempo e meno anni, probabilmente ci avrei provato. Anche se solo l'idea di rimettermi sui libri mi manda in crisi depressiva. Anche se sicuramente sarei andata di nuovo incontro a fallimenti e sensi di colpa. I fallimenti in fondo possono pure essere utili, perchè non si impara mai tanto bene come dai propri sbagli. Ma di nuovo quel senso di colpa, quel sentirmi inutile nella società, sentirmi come una bambina mantenuta che deve ancora studiare.. quello non so se avrei potuto reggerlo ancora.
Claudia e Loretta si sono potute permettere di fare quella scelta. Per motivi diametralmente opposti.
Io... sono ancora in fase di progettazione. E quando mai...

Domani si prevede un po' di neve.
E io non mi fermo neppure davanti a questo. Mi va bene tutto, sono pronta a tutto.

Sarà una settimana lunga e dura.
Ma, come dice mia cugina, io sono una roccia del Carso, e alla bora ci sono abituata.



domenica, 15 gennaio 2006



Oggi a Messa una musica familiare mi ha scossa dai miei pensieri. All'inizio credevo si trattasse di una somiglianza, e dentro di me ho anche pensato : "Figuriamoci, sarebbe troppo bello per essere vero, per essere questa chiesa in questa città". Invece il mio cinismo si è dovuto arrendere: arrivati ad un certo punto non ho più avuto dubbi, ed ho aspettatola parte più bella con un sorrisone.
Quando ero piccola e vivevo ancora a Trieste, spesso capitava che in estate si andasse a Messa a Grado. In quella antica cattedrale avevano due usanze speciali. La prima era quella di suonare sempre un pezzo di "O mia bela madunina", in onore dei turisti milanesi. A me faceva sorridere e mai avrei pensato che qualche anno dopo mi sarei trovata a vivere qui, a pochi kilometri da quel Duomo e quella statua dorata.
La seconda abitudine era quella di leggere sempre "La preghiera del villeggiante", e come sottofondo l'organista suonava l'Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Mascagni. L'insieme era molto toccante e ospitale, e spesso ho rimpianto di non essere più andata a Messa a Grado in estate.
Oggi a Monza, nella chiesa di San Biagio, lo stesso pezzo suonato durante la Comunione.
Volevo scrivere una mail al Parroco per fargli i complimenti, ma non so come la prenderebbe.
Vorrei farvi sentire quel pezzo, perchè è stupendo.



venerdì, 13 gennaio 2006



Visitando un blog di un amico che scrive sempre più raramente (sigh sigh) mi sono ricordata di avere un compito in sospeso da svolgere. Così raccolgo la richiesta della piccola Kikka e rispondo alle 5 domande relative alle mie strane abitudini.

1°. Fare colazione rigorosamente in piedi, meglio se da sola. Faccio fatica a stare con chi continua a dormire nella tazza del caffè, detesto stare seduta appena sveglia, a contare gli sbadigli degli altri. Sono insofferente all'umanità, nei primi 5 minuti.

2°. Non sopporto che qualcuno mi posi la mano o mi tocchi il ginocchio. E' una cosa più forte di me, divento matta. A volte cerco di trattenere il mio fastidio, ma invano, si capisce subito che qualcosa non quadra..

3°. Prima di addormentarmi devo per forza girarmi almeno una volta dal lato destro. E dormo con il braccio sotto il cuscino, in ogni caso.

4°. Al mare stendo sempre l'asciugamano con il lato bianco rivolto verso l'alto, perchè il bianco attira meno i raggi del sole. il disegno, quindi, è rivolto a terra. Lo so, LO SO, non sono tanto a posto..

5°. Compro un mare di libri nonostante ne abbia tantissimi in libreria, pronti per essere letti. Ma se entro in una libreria, non riesco ad uscirne senza aver comprato qualcosa ( salvo casi come quello di oggi: ero senza soldi).

Non passo il testimone a nessuno, ma se qualche blogger  vuol raccogliere il testimone.. faccia pure!






Tra una commissione e l'altra oggi pomeriggio ho fatto le prime prove di futura quasi zia, e mi sono ritrovata a gironzolare nel reparto bimbi, con in mano tre completini e qualche dubbio di troppo sulla taglia. Sono così minuscoli i bambini? Alla fine non ho preso nulla, aspetto ancora un pochino...  e poi ero orientata su un regalo che resta, tipo un album per le prime foto, come mi ha suggerito una mia collega.
A proposito di lavoro, oggi sono uscita piuttosto giù di corda. Mi sembra sempre, sempre di essere indietro, di capire le cose sempre un attimo dopo. A volte ho la sensazione che la mia presenza lì dentro sia un po' a senso unico. Dopo quasi quattro mesi io ho mille curiosità che vorrei soddisfare, e non so dove andare a pescarmi le risposte, perchè di certo non esiste un libro... certe cose le impari solo lavorando, solo con tanta esperienza. Così anche se l'ambiente è splendido e i colleghi sono meravigliosi, a volte è dura. E' dura prendere la telefonata di una collega che è fuori ufficio e doversi mettere a scrivere appunti a fiume su cose di cui si capisce ben poco.. è avvilente, perchè vorrei saper dare IO la risposta, senza essere costretta a riferire cose di cui ne ho capite, quando va bene, la metà.
Sarà colpa di un umore un po' zoppicante.

to be continued... forse.



giovedì, 12 gennaio 2006



Musica e metrò.
Ieri sera ho assistito a tre esibizioni, durante il mio viaggio Milano - Monza.
Un ragazzino, avrà avuto dodici anni al massimo, tortura il povero violino che tiene in mano e i passeggeri della carrozza con una versione storpiatissima di quel pezzo famoso, suonato da tutti i nomadi della metropolitana milanese. Scendo, mi immergo nel giallo di quel corridoio che dalla linea 3 porta alla 1; altro ragazzo, poco più grande. Suona piuttosto bene un pezzo di Mozart, sul viso l'espressione di chi sta portando avanti una missione con tutte le sue forze, mentre lo sguardo è lontano, probabilmente come i suoi pensieri. L'altra settimana in quel punto si erano messi in quattro, ed è stato un piacere rubare tre secondi al mio rientro, fermarmi a sentirli.
Terza tappa: poco dopo Duomo sale un tizio con il clarinetto, l'amplificatore e la base registrata su cui suonare. Di solito questi mi stanno meno simpatici, ma lui era proprio in gamba. Quando ha finito di suonare un signore gli ha detto "Bravo!", ad alta voce. Mi è piaciuto. Lui ha risposto piano, con una specie di sorriso grato, e anche questo mi è piaciuto. Questi piccoli ritagli di giornata hanno un che di genuino, qualcosa che ti fa pensare - per cinque minuti - che in fondo non siamo tanto male, noi uomini.

In questo momento sto picchiando mentalmente l'Inter, anche se alla fine ha passato il turno. Pensierino: meno male che non sono andata allo stadio.



martedì, 10 gennaio 2006



Ho nelle ossa le tre ore di freddo che mi sono presa stando in quel posto, in attesa di vedere come sarebbe andata avanti, giusto per capire le regole del gioco. Vabbeh, in fondo è stato meno tremendo di quel che immaginavo. Ovviamente mi sono sentita di un'ignoranza cosmica, certe domande mi hanno messa in crisi, alcune potevano essere scritte in ostrogoto.
Però non sono depressa, perchè qualcosa qua e là mi è tornata in mente. E mi è tornata la voglia di riprendere in mano certe materie. Non dico di studiare, ci mancherebbe solo questo.. però di mettermi un po' lì a rivedere gli argomenti, e poi capire cosa è cambiato con le ultime novità normative. In fondo è il mio campo, ci ho dedicato anni di fatica e di rinunce, e non mi va l'idea di scordarmi tutto nè di ignorare i cambiamenti solo per una questione di pigrizia. 
Per ovvi motivi sono scesa a Milano senza borsa, con poche cose nelle tasche. E mi ha fatto uno strano effetto, mi sentivo come se fossi scesa a comprare il pane nel supermercatino sotto casa, con la giacca, le chiavi e 5 euro. Mi sembrava sempre di aver dimenticato la borsa da qualche parte.. Per un attimo ho pensato che vivere a Milano non sarebbe così drammatico... ma è stato un pensiero di un attimo, giusto il tempo di far arrivare la metro per Sesto.
A proposito di questo, ho una domanda esistenziale da porre all'universo: perchè la metro deve SEMPRE rallentare nel tratto Sesto Rondò - Sesto 1°Maggio? E' così difficile percorrere questo ultimo pezzettino senza agonizzare per 5 minuti, senza bloccarsi ogni 100 metri? Non avete mai pensato al povero cristiano che per colpa di quei minuti di torpore perde il pullman, e si ritrova a dover aspettare il successivo, magari per quasi mezz'ora? Cari conducenti dell' atm, mettetevi una mano sul cuore....
Avrei almeno un'altra domanda esistenziale, ma lasciamola per domani, se avrò la forza.
Buonanotte. Passo e chiudo.

 



lunedì, 09 gennaio 2006



Oggi mi sono sentita stupida, incapace e profondamente ignorante. Non è colpa di nessuno, credo, ma purtroppo oggi è andata così. Un po' dipenderà anche da domani, dalla figura schifosa che andrò a fare e la conseguente perdita di tempo colossale.
Ma il punto è un altro, e sta a monte.
Io sotto certi aspetti sono molto insicura. L'unico modo che ho per sentirmi un po' più forte è la consapevolezza di sapere di essere nel giusto, di avere le idee chiare e la padronanza dell'argomento. E invece tante, troppe cose, io non le so affatto. Avrei bisogno di scrivermele, di studiarmele con calma.. perchè ho troppe lacune che si diramano in ogni settore. Io vorrei migliorarmi, davvero, perchè oltre ad essere l'unico modo per eliminare l'insicurezza, io tengo veramente a quello che faccio e voglio saperlo fare per bene. Ma non ho idea di come agire.
Però oggi mi sono sentita tutta sbagliata, e purtroppo niente e nessuno poteva risollevarmi: in questi casi anche avere i colleghi più meravigliosi del mondo non serve a nulla.



domenica, 08 gennaio 2006



Una coperta sotto cui studiare, la luce di un monitor acceso, una tastiera, il silenzio. Un mondo in cui per un momento si avverano sogni che al mattino già sembrano più lontani, che vengono spazzati via dalla quotidianità e dal buon senso.
La notte è il mio specchio silenzioso.
Nel buio riflette quella parte di me che non voglio mostrare, dà spazio a ciò che posso esprimere solo qui, nel tempo sospeso delle ore tutte uguali, prive di obblighi. Fa parlare - mio malgrado - ciò che non vuol avere voce.



venerdì, 06 gennaio 2006



Sveglia poco fa, semplicemente paradisiaca. Niente trillo alle 6 del mattino, niente fretta e sonno. Ho dormito come una bambina, anche se ho sognato qualcosa che ha a che fare con il lavoro. Ma non era affatto male, come sogno...
A proposito di sveglie paradisiache, quest'anno a Natale papà mi ha fatto un regalo bellissimo, venendo a svegliarmi personalmente con un bacetto sulla guancia.. come quando avevo 6 anni e mi accompagnava a scuola. Quasi non ci credevo..
A parte questo momento di tenerezza da diabete, facciamo un po' il punto della situazione.
Devo ricominciare a mandare curriculum, e la prospettiva mi fa venire la morte nel cuore. Ma inutile abbattersi, le cose stanno così e prima ne prendo atto meglio sarà, per tutti. Qualcuno mi ha detto che forse è meglio così, che avere un lavoro più vicino a casa mi renderà la vita un po' più comoda. Io di queste banalità non so che farmene, mi rimbalzano e vado oltre, senza nemmeno stare ad ascoltare. A me non frega un accidente di avere la vita comoda, anzi. Penso di averla avuta fin troppo comoda in questi 27 anni... Ma sorvoliamo.
Martedì quel concorso, e ancora non ho avuto la forza di cliccare su quel link. Chiamatemi vigliacca, avete soltanto ragione.

L'amica di Roma ha letto nei miei pensieri nostalgici di ieri sera, così stamattina siamo qui a concertare via sms una nuova giornata da passare insieme. Probabilmente a Firenze. Domani saranno esattamente 12 anni che ci conosciamo, e tutto grazie ad un annuncio per trovare amiche di penna pubblicato su una rivista femminile. Se ci penso seriamente, è impressionante. E' stata l'ultima a scrivermi, ma l'unica a rimanere. Forse l'ho scritto anche l'anno scorso.

Domani blocco del traffico, ovvero una delle cose più stupide del mondo. Ma tant'è, passerò la giornata a zonzo per Milano ( ormai la mia seconda casa... ) a fare shopping, e chissà che il blocco non scoraggi qualcuno.. magari la città sarà un po' più vuota. Ne dubito, considerando che ci sono già i saldi. Per la prima volta dopo tantissimi anni sono intenzionata a dedicarmi allo shopping esagerato. Quanto ci fai che non troverò un cavolo da comprare? ^__^



mercoledì, 04 gennaio 2006



A volte ho questo problema. Ricordo un episodio fin nei dettagli più insignificanti...Ma non sono sicura se sia un ricordo di avvenimento accaduto realmente o se sia il ricordo di un sogno molto molto realistico. E' una sensazione snervante, come avere una parola sulla punta della lingua. Più ci penso e meno chiarisco il dubbio.

Il tram avanza implacabile nel gelo di Milano. Oggi è stata una giornata pesante, tutto sommato positiva; però ho avuto due grossi sbalzi d'umore che - come al solito -  non ho gestito al meglio. Inutile fare la brillante, non mi riesce. Devo solo starmene per le mie e aspettare che qualcosa o qualcuno riesca a compiere il miracolo. Ai tempi dell'Università potevo passare anche tre o quattro giorni in attesa, mentre al lavoro nel giro di un'ora il miracolo avviene. Misteri della fede.

Stasera avevo una mezza idea di rivedere il film di ieri, e il ripensamento è legato solo al fatto che mi si stanno chiudendo gli occhi e ho bisogno di recuperare sonno. Quando scopro che una cosa mi piace, vado avanti fino a farmi venire la nausea.
Mamma mia, sono come una bambina. Quando mi deciderò a crescere?






 

" La cosa strana in questo nostro modo di comunicare è che si tende a parlare più di niente che di qualcosa.. ma io ti voglio dire.. che tutto questo niente per me ha significato più di tanti "qualcosa", ecco. Quindi, grazie"




lunedì, 02 gennaio 2006



Stamattina non credevo di farcela. Davvero.
Avevo così freddo da non riuscire a pensare.
Invece è andato un altro lunedì, il lavoro che sembra non finire mai, le risate e le sbuffate con i colleghi, i messaggi di Stefania e i nostri complotti ( ehehehehe), il panino coppa e brie anzichè crudo e brie, la telefonata immancabile alla 972.
Domani sarà uguale.. sveglia presto, sonno fretta freddo, sul tram mille dubbi su quello che c'è e quello che ci sarà; poi mi basta mettere piede lì dentro e tutto va già un po' meglio.

Mi sembra troppo bello per essere vero.
Infatti non sarà così ancora per molto.

Arg.
Decisamente stasera è la serata dell'arg.




domenica, 01 gennaio 2006



Forse sono un po' troppo tradizionalista.. Ma c'è un evento del Capodanno che mi piace tanto, e se possibile cerco di non perderlo. Sto ascoltando il Concerto di Capodanno da Vienna, e un'oretta fa ho ascoltato pure quello da Venezia.
Sono felice che i miei genitori mi abbiano insegnato ad amare anche questo genere di musica, non li ringrazierò mai abbastanza.
Quando ero bambina la sveglia del Capodanno era proprio questo concerto, e ce ne stavamo tutti e tre seduti sul divano a sonnecchiare a sentire la musica. A volte si mangiucchiava un pezzo del dolce avanzato, mentre io ricordavo la serata passata a giocare con quei due miei amici... la nostra frenesia di andare ad accendere i fuochi, io che ero quasi sempre malata..

Ieri una serata come la volevo, in casa tra amici. Pochi ma buoni, o come ha detto Silvia, "Qui ci sono i migliori!" Eheheh! Tra un antipasto e i primi, un giro di Taboo che ha visto dare il meglio di noi nello sparare bestialità di varia natura... e a nostra discolpa non potevamo neppure dire di essere ubriachi, visto che eravamo solo alla prima bottiglia (+ aperitivo).. Stendiamo un velo pietoso sul resto della serata, con una fanciulla che cercava di accendere i bengala tenendoli al contrario.. o  un'altra che ha bevuto 3 sambuche di fila...
Non sputtaniamoci definitivamente... ^__^

Stamattina ho riordinato la stanza, ho fatto una lavatrice e ho mangiato un po' di ananas.
Tra poco torneranno i miei genitori.
Stasera, forse, la cena degli avanzi.

E domani si lavora. Chi si ferma è perduto...

L'anno scorso la mia amica Stè ha soprannominato il suo 2005 l'anno dell'ottimismo. Io non potevo essere da meno, così ho deciso che per me sarebbe stato l'anno del cambiamento.
E in effetti tante cose sono cambiate, e un po' sono cambiata anche io.. solo un poco.
Quest'anno.. ancora non ho pensato di che genere potrebbe essere. Mi piacerebbe che fosse l'anno delle conferme, ma forse non mi basterebbe. Ci penserò in questi giorni.

Buon anno!


on air: Il bel Danubio Blu - Johann Strauss