martedì, 28 febbraio 2006
Uno strappo da una collega fino alla fermata della metro, cosi abbiamo avuto modo di chiacchierare un po' in merito a ieri. Credo di poterle confidare le mie sensazioni e anche le mie "delusioni" professionali senza paura di sentirmi giudicata. Oltre a questo, mi sta dimostrando tanta fiducia e si sta comportando da amica e ne sono contenta.
Pranzo a base di pane, salame, formaggio e vino. Le battute sarcastiche della mia vicina di scrivania. L'odore che c'è in quel palazzo, la luce del pomeriggio che entra dalle finestre nell'ufficio di Arianna. La mia postazione vicino al corridoio - a portata di saluto - con le cartoline dell'Inter appiccicate sul vetro. L'ascensore per andare in archivio.
Il rifornimento dei ricordi è già iniziato.
Non sono molto ottimista, anche se la voglia di restare mi costringe a crederci sempre un po'. Però - forse perchè sono in bilico - mi sembra di vedere tanti piccoli segnali negativi, e purtroppo ci sono momenti che li metto tutti insieme e li faccio diventare una certezza.
E' che ci sto pensando troppo. Tutto qui.
Sfido chiunque a non farlo..
lunedì, 27 febbraio 2006
Domani voglio andare in ufficio con le scarpe da ginnastica bianche e rosa.
Ritrovare quell'entusiasmo che stamattina ho lasciato volutamente a casa.
Domani, domani.. perchè oggi è una giornata troppo a sè.
Mi sento vulnerabile, anche se poi faccio la dura come sempre.
Colpita e affondata.
Confermo e sottoscrivo.
domenica, 26 febbraio 2006
Serata a casa di amici, cena e giochi di gruppo.
Una di quelle serate che piacciono a me, in cui si riesce a chiacchierare senza sgolarsi per sovrastare la musica.
Una di quelle serate in cui non sei costretta a vestirti da fighetta, anche se non ti va, perchè altrimenti ti senti fuori posto.
Insomma, va benissimo.
Ma tornando a casa pensavo a quanto sono cambiata.
Fino a pochi mesi fa mi sarei seccata da morire per il comportamento di alcune persone, prima "misteriosamente" sparite e poi, in seguito ad una serie di fortunati eventi, miracolosamente ricomparse, gentili e affettuose come sempre.
Tempo fa mi sarei fatta il sangue marcio ad analizzare la loro incoerenza.
Oggi tutto l'episodio non riesce a toccarmi. Penso che si siano comportati male, e basta. Nessun rancore.
Quale sia la spiegazione di questo cambio di rotta, davvero lo ignoro. Ma mi piace.
Si prevede una domenica uguale a tante altre. Blocco del traffico, dunque tra poco prenderò il mio iPod e mi avvierò verso San Biagio. Pomeriggio a mandare CV e vedere qualcosa per domani pomeriggio ( questa volta riuscirò a pranzare con i miei colleghi, meno male ).
Domani si lavora, e per la prima volta l'idea non mi esalta. Temo che l'incazzatura di venerdì mattina abbia lasciato un segno più profondo di quanto avessi previsto.
sabato, 25 febbraio 2006
Se escludiamo il pranzo e il dopo cena, ieri è stata una di quelle giornate da dimenticare, tra incazzature e problemi.
Ma oggi non voglio ripensarci. Ieri è già storia. Teniamo solo il buono, e andiamo avanti.
Una settimana fa ero a Firenze. E vorrei inventarmi una qualsiasi cosa a caso per essere serena come allora.
Invece devo già pensare a lunedì pomeriggio, a quello che mi chiederanno.
Non mi capisco: mercoledì sono partita dall'ufficio con entusiasmo pari a zero; una volta seduta in quella stanza mi sono caricata tantissimo e sono stata spigliata e positiva. Non appena uscita l'unico mio pensiero era tornare alla mia scrivania.
E ora l'idea di lunedì pomeriggio mi pare così pesante...
Vorrei tanto capire cosa mi passa per la testa.
Ieri sera ho sentito una canzone bellissima. Ma da brava scema non sono andata a chiedere al proprietario il nome e l'autore, così oggi mi resta solo un vaghissimo ricordo.. A dire il vero non sono neppure sicura di saperla riconoscere. Però era bella. Così come era bella "Home" di Bublè, ascoltata a tutto volume (purtroppo) nella Yaris di Arianna mentre andavamo all'aperitivo..
Peccato che poco dopo abbia cambiato cd. Peccato che non si sia riusciti a scambiare quattro parole. Ma questa è un'altra storia.
Il proprietario del Pit Stop mi è sempre più simpatico. Non solo è interista e ferrarista, ma appena ci ha visti entrare ci ha detto: "Ciao!! Volete il VOSTRO tavolo?".
Come mi piace questa sensazione di essere "di casa"...
giovedì, 23 febbraio 2006
Ho lavato i capelli con lo shampoo Fructis. Lo usavo nei tempi del corso di perfezionamento in piscina, due volte alla settimana alla Leone X. Questo profumo mi fa venire nostalgia. Rivoglio la piscina. Mi manca, mi manca, mi manca. Così come mi manca il pattinaggio.
Dovrei finire di installare i programmi, vedere di far ripartire il muletto.. Dovrei copiare un dvd per Lorenzo, devo assolutamente trovare il tempo per chiamare Silvia. I curriculum, il sito, le foto per mamma da scannerizzare e far stampare. Un libro che aspetta di essere letto. Devo riordinare la camera. Comprare le lenti a contatto nuove.
Questo elenco mi ha messo di fronte a tutto ciò che sto trascurando.
Vado a dormire. Che è meglio.
Settimana intensa, come voluto e come previsto.
Aperitivo in un locale affollato dalle pareti rosse, seduta su uno sgabello al bancone. Due musicisti entrano, uno con la fisarmonica e l'altro con uno strumento a fiato non meglio identificato. L'ottone brilla sotto la luce e per un attimo la sensazione di essere a New Orleans prima dell'uragano.
Chiacchiere un po' pesanti a tavola, un discorso che non mi piace. Me lo sento catapultare addosso, non mi va di subirlo... ma devo stare a sentire per forza. Poi la tranquillità di noi due soli, nel nostro equilibrio da reinventare. Una partita vista a metà, interrotta da un abbiocco irrestibile ed una telefonata non programmata.
Domani la presentazione del cd di Pacifico, per concludere degnamente la settimana, prima dell'arrivo del week end.
Non vedo l'ora.
Molti quaggiù mi vogliono bene. A volte, come in questo caso, mi chiedo come mai. Non ho fatto assolutamente nulla per questa persona, non lavoriamo neppure nello stesso ufficio e abbiamo passato insieme solo qualche pranzo, mangiando un panino. Io - ospite - seduta al posto di Diego. Chiacchierate tranquille su vari argomenti, ma nessun contatto dal punto di vista professionale.
Eppure... questa persona ora sta cercando di aiutarmi. Concretamente, dedicandomi tempo prezioso che potrebbe benissimo utilizzare per sè. Per quale motivo abbia deciso di credere in me.... quali siano le basi di questa sua fiducia, proprio non lo so.
Ma è bello sentire che è dalla mia parte.
"Secondo me sei una persona che vale tanto".
Spiazzata.
Mi sono ricordata quanto è gratificante essere stimati da una persona per cui si nutre stima. Forse è per questo che stamattina in ufficio mi sentivo pronta ad affrontare ogni problema con entusiasmo e positività.
Potrei fare un paragone scontato.... ma anche no.
Sarebbe troppo banale.
lunedì, 20 febbraio 2006
Dicevo che era tutto troppo bello per essere vero.
E infatti c'era un problema ad aspettarmi dietro l'angolo.
Va bene.
Sono pronta ad affrontarlo. Mi impegnerò con tutta me stessa.
E poi non sono sola.
A parte questo, il viaggio a Firenze è stato rigenerante per lo spirito, nonchè un'ottima occasione per un pomeriggio alla Sex and the City. Due pazze scatenate a fare foto improbabili, a ridere per delle scemenze, ma anche a raccontarci.. Perchè in chat è carino, ma di persona è molto meglio.
Si prevede una settimana fitta di impegni, ma va benissimo così. Voglio vivere ogni istante fino in fondo, voglio essere felice finchè ne avrò la più piccola occasione. Non voglio mai più commettere l'errore di rimandare... di tirarmi indietro. Nossignori. La vita è una sola, ed ho sprecato anche troppo tempo.
E quando arriverà il momento in cui dovrò tener duro... sarò più forte.
giovedì, 16 febbraio 2006
Al telefono con Stè.
Tema della serata: l'amore non esiste. Dalla delusione al delirio.
Ho riso per un'ora.
Io adoro questa ragazza.
mercoledì, 15 febbraio 2006
Mentre la mia amica -lei sì, mannaggia- è al concerto di Pacifico, io sono reduce da quello che sta diventando il solito aperitivo con i colleghi. Non so come sia possibile -o forse sì, forse lo so- ma si ride sempre tanto, e dover tenere d'occhio l'orologio è l'unica cosa negativa. Questa volta alle pareti c'era un'esposizione di foto di nudi in bianco e nero. Mi sono impegnata sul serio, ma non sono riuscita a trovarci nulla di artistico, neppure la luce.
Mi sto abituando troppo bene. E nella mia costante insicurezza non riesco a capacitarmi di tutto questo e mi dico che no, ci deve essere qualcosa che mi sfugge. Perchè non è possibile. O meglio: a me non era mai successo finora.
Forse è solo un diverso modo di rivolgermi alla vita e alle persone. Forse molto del mio stato di grazia me lo sono costruito da sola, inconsapevolmente. Però, però.. (nella vita c'è sempre un però).
Nella borsa due biglietti per Firenze (andata e ritorno) che mi hanno fatto fare un po' tardi. Ma ne valeva la pena.
Sabato mi alzerò alle 5. Ma ne varrà la pena.
In una capanna laggiù nel bosco nero,
c’era un cowboy che si chiamava Piero
e la sua cavalla
dormiva nella stalla
mentre lui beveva allegramente il te
il cowboy Arturo pian pian scavalca il muro
e la sua cavalla gli rubò oibò
ma l’indiano bello
ha un chiodo nel cervello
riesce a riportare la cavalla a Piero.
Questa è la canzone del giorno. Perchè non bisogna MAI mettere in testa una canzone alla Nico quando ha bevuto un po'. Me la sto cantando addosso da più di un'ora.
domenica, 12 febbraio 2006
Sms del collega juventino:
"Game over!"
Punto di vista tifoso (e meno male che oggi sono in fase apatica): grrrrrrrrrrrrr.... >__<
Punto di vista umano (con sfumatura malinconica consona alla serata): almeno qualcuno mi ha pensata... anche se per infierire..
In ogni caso, la risposta è stata lapidaria:
"Strozzati".
Momenti di pace e amore prima di andare a dormire.
Osservazione: ma se mettendo un asino su un aereo effettivamente lo si può far volare... l'Inter potrà prima o poi essere una squadra seria?
No, vi prego, non datemi una risposta...
Serata pensierosa e malinconica.
E il risultato calcistico, stranamente, non c'entra nulla. Incredibile ma vero, stasera non me ne frega proprio niente.
sabato, 11 febbraio 2006
E' arrivato il momento di armarsi di santa pazienza e salvare tutto il salvabile, poi domani pomeriggio porterò Sua Maestà Il Computer a casa di Beppe e lì... sperando che tutto vada per il meglio... formatteremo. Ho troppi errori nei programmi, ora volevo scaricare un paio di foto che ho fatto con il cellulare ma mi compaiono finestre malefiche da tutte le parti.
Vabbeh, formattiamo: era anche ora, considerando che volevo pure partizionare l'Hd. Ma diciamocela tutta: i miei desideri per domani pomeriggio erano un tantino diversi.
Arriverà il giorno in cui saprò fare tutto questo da sola, il giorno in cui da sola assemblerò un MIO pc, e magari riuscirò anche ad installare e configurare Linux. Che donna piena di ambizioni..
Stasera sarò da amici a mangiare chiacchiere e vedere un film di alta cultura e gran spessore: eccezzziunale veramente. Considerando che il tasso alcoolico sarà notevole, credo che non ci capirò nulla e riderò tanto. E giocherò con Ragno, il gatto più pazzerello che abbiano mai progettato.
Al mio rientro, nottata a copiare il materiale sui DVD riscrivibili, ascoltando musica in cuffia.
venerdì, 10 febbraio 2006

Buon viaggio, leoncino.
giovedì, 09 febbraio 2006
Una delle serate più carine degli ultimi tempi. Sarà che sono in pace con me stessa, che sono serena ed entusiasta, fatto sta che stasera mi sono sentita davvero a mio agio e sono stata benissimo. In questo periodo dover tornare a casa è senza dubbio una delle cose più difficili da farsi...
Ma non voglio immalinconirmi. Ora penso solo alla mia fortuna. Sono la ragazza più fortunata del mondo. Io lo sapevo che facevo bene a fidarmi del mio istinto, e il mio istinto mi diceva chiaramente che scegliere quel posto era la mossa giusta. Forse il primo mese ho dubitato, lo ammetto, ma ora sono convinta che quel 12 settembre mi sia stato fatto uno dei regali migliori mai ricevuti.
Di tutte le scelte fatte seguendo il mio sesto senso, non ce n'è una che rimpiango.
Sarebbe troppo chiederti di lasciare che le cose vadano avanti così?
mercoledì, 08 febbraio 2006
Mannaggia, mannaggia... cosa sta accadendo al mio pc?
(Questo è un messaggio subliminare. Se dovessi sparire, sappiate che probabilmente è accaduto qualcosa al mio pc)
martedì, 07 febbraio 2006
"Sai in questo periodo c'è un po' troppo caos nella mia testolina; sentire la tua voce è stato come un raggio di sole!! Grazie"
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Clemy, sei febbraio, ore 14.13
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Ecco una prova del fatto che le migliori idee spuntano per caso e vanno assecondate senza timori.
Ieri pomeriggio verso la fine della pausa pranzo ho chiamato mia cugina. Mi è venuta improvvisamente voglia di sentire la sua voce, di avere idealmente un pezzetto della mia famiglia vicino a me. E' stata una gran bella pensata.. l'ho sentita contenta e questo, unito al messaggino che mi ha mandato poco dopo, mi ha resa davvero felice.
"Signora, quando mi ha chiamato l'altra sua collega per parlarmi dei documenti ho avuto paura che fosse arrivato marzo all'improvviso..."
Oggi noi stagisti "anziani" spiegavamo alla nuova ragazza come funziona l'inserimento delle sospensioni; non so come, ma ad un certo punto mi sono ritrovata entusiasta del mio lavoro e contenta di saperlo spiegare ad un'altra persona. Una bella sensazione. A volte mi son chiesta se questo stage mi stesse insegnando qualcosa: oggi per la prima volta ho realizzato quanto ho imparato in soli quattro mesi.
Poi ora chiamo le agenzie senza timore di fare figuracce, e mi sono accorta che con alcune ho creato una specie di rapporto... Quando dico chi sono non rimangono più basiti, ma mi salutano come se si ricordassero di me. Caso a parte è la 972... quel tizio è così simpatico che mi piacerebbe andare fin lì solo per conoscerlo! Ed è così tenero a ricordarsi che a marzo finisco lo stage, e ad essere pure dispiaciuto per questo.
Insomma tutto troppo bello per essere vero.
"Allora, com'è andato il concerto?"
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Diego, oggi, verso la fine del pranzo.
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Colpo al cuore. Questa frase sarebbe stato meglio non sentirla... "Infila la lama nelle carni..."
lunedì, 06 febbraio 2006
Quando ho saputo della possibilità della presenza di Bersani, ho avuto il primo dubbio, ma l'ho tenuto da parte, legata al mio incrollabile entusiasmo. Stamattina però Davide mi ha confermato che Samuele ci sarebbe stato, e allora .... beh lì in effetti ho pensato che ... avevo fatto un terribile errore a non chiedere nulla in merito ad eventuali prenotazioni!!! Così alle 19, quando siamo entrati nel locale, la notizia: forse posto in piedi, ma anche no!
O___O Delusione....
Vabbeh, almeno non ho dovuto costringere i miei colleghi a sorbirsi un concerto che non so fino a che punto volevano vedere; Beppe, anche se non lo ammetterà mai, sarà eternamente grato alla mia sbadataggine.
Io invece sono stata troppo timida: ho avuto l'occasione di chiedere a Bersani come e perchè ha scritto Replay, ma la paura di disturbarlo, di fare la fan banalissima che va a dirgli le solite banalità non mi ha soltanto bloccata sul posto, ma mi ha fatta fuggire a gambe levate ( la fuga, diciamocelo, si correla anche al terrore che quello sfacciato del mio collega mi trascinasse fisicamente davanti a lui, facendomi sprofondare dalla vergogna... ).
Serata in pizzeria, dunque, ascoltando gli aneddoti dei miei colleghi in merito ad una certa cartina dell'Italia e ad un week end ospiti nella villa del capo. Certe cose non sono umanamente credibili...
domenica, 05 febbraio 2006
S: un giorno o l'altro dovrai deciderti a tirare fuori tutto quello che hai dentro...
C: in che senso?
S: nel senso che dentro di te hai un mucchio di cose che non sono mai uscite
S: vero?
C: si
S: lo si vede dal blog
C: da cosa lo capisci esattamente?
S: non ci sono dei passaggi in particolare... lo si capisce da tutto l'insieme
S: è difficile da spiegare
Quello che definirei un dialogo spiazzante. Osservazione inaspettata da chi credevo si fosse un po' allontanato. Invece forse ha capito molto di più di quel che credessi.
-.-
Sospirone...
Rientrando a casa dopo la messa e quattro chiacchiere a casa di Beppe, Pacifico come sottofondo musicale e una camminata di mezz'ora davanti alle mie scarpe. Era tanto che non giravo per quelle vie a piedi, che tempo fa avrei potuto percorrere bendata.
In via Giulini un bimbo in bici col caschetto, il padre pochi metri dietro di lui; il bimbo sbanda un po' e quasi si sfracella su una macchina in sosta. Entrambi scoppiano a ridere. E lì ho capito: hanno approfittato del blocco del traffico per togliere le rotelle piccole e vedere di iniziare a pedalare sul serio. Così ho sorriso anche io, ricordandomi di quella settimana a Grado in cui papà aveva deciso di insegnarmi ad andare in bici "come si deve". In quella settimana eravamo ospiti da mia zia, mia mamma lavorava. Ricordi vaghi di una raccolta di vongole, del windsurf di mio padre (e io che non volevo ci andasse), di un temporale fortissimo come solo a Grado ne ho visti.
Poco più in là un profumo incredibile di calamari fritti. Altro giro, altra corsa: mi è tornato in mente uno dei tanti pranzi da Napoleone, agosto, il rumore delle cicale. La tovaglia a quadretti bianchi e rossi, la mia incapacità di stare ferma seduta a tavola e tutte le volte che sono andata a curiosare nel giardino dove c'erano le galline.
Di solito maledico il blocco del traffico... Ma oggi no, oggi mi è piaciuto gironzolare tranquilla, il sole negli occhi e Pacifico nelle orecchie.
sabato, 04 febbraio 2006
E' un periodo faticoso, ma pieno di progetti e iniziative. Faccio fatica, spesso mi sento stanchissima. Ma credo che questo sia uno dei periodi migliori della mia vita. Nuove amicizie, nuove possibilità di incontri; stimoli diversi; persone riscoperte ed entusiasmo da vendere. E' così che voglio vivere, e non me ne frega nulla se dormo 5 ore per notte, se è faticoso, se ho dovuto fare delle rinunce. Va bene così. Per ogni giornata che passa ho almeno un buon motivo per essere contenta e andare a dormire col sorrisone. E questo non capitava da troppo tempo.
Ho iniziato a leggere il nuovo libro di Baricco, dopo aver finalmente concluso Nahui. Il libro di King è rimasto sul comodino, credo che dovrò leggerlo in pillole, un racconto ogni tanto. I racconti non riescono a convolgermi, non riesco ad avvicinarmi ai personaggi, a stabilire un contatto empatico. Per quanto il racconto in sè possa piacermi, la distanza tra me e i protagonisti rimane incolmabile, e l'indifferenza me li fa dimenticare in pochi attimi.
Comunque leggevo Baricco, solo le prime pagine del nuovo libro.
Non sembra male.
Ma aspetto sempre di trovare prima o poi un libro come Oceano mare.
Girando per la tangenziale e per le vie della mia Milano quotidiana, cercando di memorizzare la strada e imparando a gestire un traffico che conosco poco, ad un certo punto ho percepito una vaga serenità. Difficile da descrivere.
venerdì, 03 febbraio 2006
Certi uomini mi fanno una gran compassione. Oggi ne sentivo parlare un paio in ufficio, e li trovavo così deprimenti... Facevano le stesse battutacce che ho sentito fare dai miei amici delle medie (delle medie, giuro), si comportavano esattamente nello stesso modo. Per carità, poi basta avere lo spirito giusto, stare un po' al gioco e un po' ignorarli, però se avessero potuto leggermi in testa... Fanno i brillanti perchè sono in gruppo, ma presi singolarmente sono sicura che sarei capace di distruggerli con poco sforzo.