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ricordati di me





ringraziamenti

ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001









































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Mousi in Casomai non vi rived...
luckykkina in Casomai non vi rived...


venerdì, 31 marzo 2006




Non voglio perdermi la mostra di Magritte a Como. Ho tempo fino a luglio.
Lo so, molto probabilmente questa meraviglia non ci sarà, però... sarà una buona scusa per una gitarella, quattro passi sul lungolago e un gelato.



giovedì, 30 marzo 2006



Non posso negare di essermi arrabbiata, ma se dovessi dire con chi... sarei in serio imbarazzo. Perchè teoricamente nessuno mi ha fatto alcun torto. Semplicemente questa è la realtà delle cose. E magari è pure giusto, e dovrei prendermela solo con me stessa... infatti alla fine è andata proprio così.
Mi piacerebbe capire dove sbaglio per cercare di migliorarmi. E se in certi momenti mi incazzo sul serio, è perchè al mio lavoro ci tengo e vorrei crescere, imparare, affrontare problemi nuovi. Costruire me stessa costruendo qualcosa in cui credo.
Ma a volte il pensiero positivo mi abbandona. Penso di essere solo stupida, anche se non sopporto compatirmi.
Sospirone.
Come vorrei smetterla di sentirmi inferiore. Sono cambiate tante cose...  ma questa non riesco a cambiarla mai.
Forse non cambia perchè è la verità... Chissà.
Vabbeh. Una giornata così va messa in conto, ogni tanto.

Ieri sera San Siro. Per la prima volta con un gruppo di amici.
Giuly è il classico esempio del tifoso frustrato. Quello che critica sempre, e non applaude mai. Anche io sono una criticona, pur capendoci relativamente poco, ma se c'è una bella azione applaudo sempre, anche se non va a buon fine. Invece lui no, critica e basta. Mi ha fatto piacere averlo accanto ma non so se mi piacerebbe seguire di nuovo una partita seduta vicino a lui.. specie se dall'altro lato a fianco a me c'è un bambinetto di 8 - 10 anni che si sconvolge ad ogni insulto...
Martedì aperitivo al Roialto. Non ho resistito al cocktail con fialetta alcoolica; ho chiacchierato con una collega che conoscevo poco: è stata una bella scoperta, sono contenta. Un altro mi ha insegnato a fare le sigarette.. o meglio, ha tentato. Bel tentativo... ^___^  E poi c'è chi è stato meraviglioso con me, fin dal primo mattino. Se nella vita ti capita di incontrare una persona così, non puoi non ritenerti fortunata.

La foto del giorno era in progetto da tanto tempo.
Oggi mi sono fatta una bella passeggiata per sbollire e rimunginare ed ho colto l'occasione.

la vita è un'antilope viola in un campo di tonni


La vita è un'antilope viola in un campo di tonni.
Non vuol dire proprio un cavolo, ma è estremamente evocativa.



martedì, 28 marzo 2006



Torna la tranquillità, ancora un po' titubante.
Ho iniziato il mio secondo mezzo anno in quel posto e ringrazio il cielo per ogni singolo giorno. Anche quando sono un po' triste perchè sono tagliata fuori dai test, anche se a volte mi sembra di fare sempre, sempre la stessa cosa. Anche se vorrei imparare di più. Cerco di avere pazienza e di pensare che arriverà il mio turno, che avrò ancora modo di dimostrare a me stessa che mi so rendere utile e che sono in gamba.

Mi sento di nuovo la ragazza più fortunata del mondo per la mia famiglia, per gli affetti e il lavoro.
E questa consapevolezza mi dà un'energia e una voglia di vivere che non hanno eguali.

E poi... a volte mi piacerebbe aprire una finestra sul mio futuro. Solo per accertarmi di trovarci alcune persone, per vedere che ruolo avranno nella mia vita. Per rassicurare me stessa sul fatto che saranno lì, che non le perderò a qualche svincolo o in mezzo ad un traffico troppo incasinato.
Perchè se non dovessi trovarle... non so.



domenica, 26 marzo 2006



Volevo postare un'altra foto per ricordare la mia prima notte bianca, ma lo svolgersi degli eventi mi obbliga a cambiare i miei programmi.

il cerchio alla testa


Ho avuto un mal di testa cattivissimo... uno dei peggiori mai avuti in vita mia.

Cosi, dopo una prima parte di serata all'insegna dell'allegria, passata a ridere e a chiacchierare con la compagnia di discorsi al limite dell'assurdo (come al solito...), mi sono dovuta arrendere. Non c'è stato modo di uscirne.
Peccato, perchè era iniziata bene, con un giro in Corso Como e poi in Brera.
La cosa interessante, se così si può dire, di questa tortura è stata la percezione alterata di tutto ciò che mi circondava.
Le luci, i colori... i discorsi dei miei amici e delle persone che camminavano avanti o dietro di me... tutto arrivava sfasato. Sono sicura di aver visto un portone color blu notte, vicino ad una parete lilla chiarissimo.. nel pieno centro di Milano.
Ho ricostruito un episodio divertente solo qualche ora dopo...

Forse chi assume droghe ha questo stesso senso di sfasamento, chissà.



venerdì, 24 marzo 2006



La fine e l'inizio sono separati da questo week end.
L'avventura si conclude.
Ma il sipario si aprirà lunedì sullo stesso palco; gli attori saranno gli stessi... ma a me hanno dato un ruolo diverso.
Sono contenta, specie se penso a tutto ciò che ho rischiato di perdere.

Palla al centro, pronti via.
Ci ritroviamo tra altri 6 mesi a tirare le somme.



mercoledì, 22 marzo 2006





Non so mai quello che pensi
Posso fidarmi di te o no?
Chissà che cosa diventi
quando esci da qui, non so
E va a finire che ho pianto
lontano dove non c'era niente
nessuno che mi avrebbe visto per dirlo
nessuno che mi avrebbe detto: "Non farlo" ...


Samuele, "L'istinto"



martedì, 21 marzo 2006



Forse si può essere preparati a gestire il proprio dolore.
Ma non si può essere pronti a vederlo in faccia di una persona a cui vuoi bene.

O almeno... io no.



lunedì, 20 marzo 2006





Ma cosa vuol dire quel cartello?
Città per Pace?
Esiste forse una Città per la Guerra, Una Città per la Mediazione, magari una del NoiCeNeFreghiamoAbbastanza?

A volte si sfiora il patetico. 
In ogni caso ho deciso che mi trasferirò in una città più seria.
Una Città per il Lavoro Fisso, ad esempio.
Giusto per toccare un tasto sensibile.



domenica, 19 marzo 2006



Alla fine è stato un bel week end. Mi sono riposata, ho fatto un po' di shopping imprevisto, per la festa del papà ho avuto l'idea geniale di prendere un piccolo mouse da usare con il portatile nuovo, visto che con il touchpad papà non si trova granchè bene. E stamattina era tutto contento.
Ho guardato il G.P. pisolando tra un giro e l'altro, ho preso accordi con gli amici della compagnia, e così mercoledì prossimo allo stadio saremo in sei ( e i biglietti li devo prendere tutti io ^__^ ). Ho chiacchierato mezz'oretta con Giuly, con la bella sensazione di essere sulla stessa lunghezza d'onda.
Tornano l'ottimismo e il pensiero positivo, sperando di non doverli perdere per strada di nuovo.

Stamattina a messa ero seduta verso il fondo. Ad un certo punto sono arrivata Lella e Gian, si sono seduti due file avanti a me, senza avermi vista. Così li ho guardati un po'. Lui le stringeva la mano dietro la schiena e la teneva vicina a sè. Hanno un modo di stare insieme così candido e luminoso che non si può fare a meno di sorridere ed essere felici per loro. A volte mi piace guardare "di nascosto" le persone a cui voglio bene, sbirciare le loro espressioni o cogliere un piccolo gesto cui magari si è abituati, ma allo stesso tempo riscoprirlo in una luce diversa. Piccoli dettagli che mi riempiono di tenerezza.
Ebbene sì, a volte sono tremendamente coccolosa. Nessuno è perfetto.




"...ma la mia memoria scivola,
mi ricordo limpida,
la trasmissione dei pensieri
e la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo in due
poteva succedere..."

Tiromancino, "La descrizione di un attimo"



venerdì, 17 marzo 2006



Alla fine mi spiace di più il fatto di non aver guardato ai lati positivi della faccenda. Perchè ce ne sono, cavoli se ce ne sono. E' comunque un passo avanti, forse le possibilità per un futuro aumenteranno e in fondo non cambia tantissimo rispetto a quanto mi era stato prospettato, tempi a parte. Il posto mi piace, il lavoro è carino, i colleghi sono simpatici, qualcuno è davvero meraviglioso. Può andar bene, anzi... va bene. Resta un po' di rimpianto per ciò che poteva essere, ma in fondo la cosa potrebbe solo essere posticipata.



giovedì, 16 marzo 2006



Ma quanti fruttivendoli ci sono nel centro di Milano?
Ci pensavo martedì sera, nel mio giro infinito tra 24 e 16, destinazione San Siro. Il traffico esasperante mi ha dato modo di notare questa cosa. Sono tutti uguali, con il tendone a righe impolverato e ben illuminati. Io mi chiedo sempre con che coraggio la gente può pensare di comprare la frutta su cui si deposita il fumo delle macchine... ma tant'è, a questo punto non dovremmo neppure avere il coraggio di respirare: dovremmo girare tutti in tenuta da sub, con il bombolone al seguito (immagino la scena). Invece respiriamo lo stesso.
E i fruttivendoli mettono allegria, hanno un che di genuino e ricordano l'infanzia. E qui tocchiamo un tasto dolente, perchè sento che un'altra parte di me bambina sta per perdersi. Ma è un'altra storia, questa.

San Siro spunta insolente in una notte più fredda del previsto. Sei sul 16, pensi ai fatti tuoi. Alla fila che ti aspetta, a chi è già dentro e a chi arriverà dopo... e all'improvviso ti aggredisce con la sua luce. Mi sono ricordata quanto mi mancava. La gente, vedere la curva, l'atmosfera. Adoro lo sport, non so come vivrei senza.

Giornate pesanti. Ancora non del tutto guarita, mi sono trascinata in questa lunga settimana. Senza certezze. Senza voler pensare a niente. Ma domani devo fare quella telefonata. E la farò. Poi sia quel che deve essere.

Ho voglia di chiacchierate tranquille nello spazio senza tempo di un pomeriggio che sa di vacanza; di una gita infrasettimanale non dichiarata e fuori programma; di giacche di pelle leggere e di un giro in vespa.



lunedì, 13 marzo 2006



No, non ci siamo. Giornata da archiviare nella cartelletta brutta, quella che poi il venerdi sera finisce nel bidone bianco della raccolta carta. Oggi salvo soltanto due o tre momenti carini, un paio di mail, un messaggio e una chiacchierata.
Sono nervosa per la situazione, queste settimane corrono veloci ma pesano e l'attesa.... quella è indefinibile. Passo da momenti di sicurezza ed esaltazione a momenti in cui mi vedo il 24 mentre stacco le cartoline dell'Inter vicino alla scrivania.
Mi dicono di stare tranquilla. Avranno anche ragione. Però questa è tortura psicologica. E non si fa.
Mi pare una presa in giro. Mi pare un giocare con le speranze altrui. No, non si fa.
L'altro non si pone il minimo problema, lo vedo che è sereno e spavaldo. Beato lui...

Passerà anche questa.
Almeno sto un po' meglio fisicamente. Almeno quello.

Domani sera San Siro.



domenica, 12 marzo 2006



Stasera mi sento un po' sola e un po' triste.
Sarà che non sto bene, e quindi l'umore segue strade un po' contorte.

Domani non lo so come farò ad andare a lavorare. Ma devo, e non si scappa. Proprio ora non posso permettermi il lusso di non presentarmi. Magari domattina mi sveglio e mi sento anche meglio, chi può dirlo.

Un week end chiusa in casa, passando dall'angolino del letto in cui mi rannicchio quando non sto bene, alla sedia della scrivania, al divano del soggiorno... non è certo il massimo della vita. Ho guardato il film che mi ha consigliato un mio collega, scritto messaggi e chiacchierato. Ho visto il G.P. Tra poco tornerò nel mio angolino.

Mi aspetta una settimana piena di momenti intensi e io non ho davvero intenzione di rinunciarvi.



sabato, 11 marzo 2006



Un sorriso al fotografo...






Poco fa il risveglio, anticipato da un saluto di papà (che ultimamente è di una tenerezza sconvolgente).
Camminata da zombi, occhi a fessura (giusto per evitare di finire contro una porta), sono andata in cucina alla ricerca di una crostatina al cioccolato.
E lì, mentre mangiucchiavo poco convinta... l'ho sentito.
QUEL fischio.

Un merlo fa primavera.
Quelli della casa di fronte hanno messo in terrazza Zulù, il merlo parlante più logorroico della storia.
Appena arrivano le giornate calde appare la sua gabbietta e lui, pazzo di gioia, non smette di farsi sentire. In sua compagnia ho ripassato procedura civile, diritto amministrativo, e altri svariati esami. Ho riletto la mia tesi per la 800milionesima volta mentre lui chiacchierava chissà di cosa. A volte è un gran rompiballe, perchè pretende di avere un interlocutore ed io non posso passare le mie giornate a rispondere ai suoi fischi... Però mi sono un po' affezionata a questo nunzio della primavera.



venerdì, 10 marzo 2006



Due settimane fa ero sull'autobus e tornavo a casa. Pensavo ad un "amico ritrovato", mi chiedevo come stessero andando le cose dopo il periodo nero. Stavo ascoltando la "nostra" canzone e improvvisamente mi è venuta voglia di scrivergli un sms. L'ho anche fatto... ma poi ho lasciato perdere per non essere troppo assillante, anche se non ci scriviamo quasi mai. Dopo neanche mezz'ora ho ricevuto un suo messaggio. Anche lui stava ascoltando quella canzone (entrambi avevamo il lettore mp3, quindi non c'è neppure la spiegazione di aver ascoltato la stessa radio...), anche lui aveva avuto improvvisamente voglia di scrivermi.
Due giorni fa, stessa storia: metropolitana di mattina, un gran casino ed io un po' in ritardo, improvvisamente mi viene in mente lui. Mi propongo di chiamarlo in serata. Arrivo in ufficio e trovo un suo messaggio.

Le coincidenze. Alcuni dicono che non esistono, e tentano di spiegare il fenomeno con ogni mezzo che abbia una sorta di razionalità. C'è chi invece si lascia guidare totalmente da questi eventi, prendendoli come segnali del destino. Parola grossa, forse parola vuota.
Io ovviamente ho la mia brava posizione a metà strada: qualcosa può essere spiegato razionalmente, magari un pizzico di psicologia può aiutare a trovare delle risposte. Ma in certi casi non ci sono spiegazioni logiche... oppure mi piace pensare che non ce ne siano. Forse è più rassicurante pensare che a volte tra alcune persone esiste una sintonia, un legame silenzioso che crea questi piccoli momenti di contatto nel delirio di settimane passate in fretta.

Non sono molto in forma stasera, e non escludo di aver scritto una valanga di ovvietà. Ma in fondo non mi discosto molto dal mio solito livello... ^__^
Ho talmente tanto raffreddore che mi starnutiscono anche gli occhi; giuro che non so quale forza mi abbia trascinata in ufficio. E devo assolutamente riprendermi per lunedì, perchè non so quando sarà il giorno nè l'ora, e non posso rischiare di perdermi il momento. Martedì sera ho un appuntamento con undici ragazzi... Poi ci sarà l'aperitivo...
La vita mi aspetta e io non ho tempo di essere ammalata.



mercoledì, 08 marzo 2006



Una giornata un po' così. In realtà tutto è andato bene fino a poche ore fa. Poi sono bastate 3 frasi fredde, e ora il mio sorriso latita. Io non capisco perchè deve fare così. Torno a casa sorridendo, la abbraccio, porto a casa il buonumore che mi costruisco fuori, e lì, puntuale, trovo la distanza. Come se mi incolpasse di lavorare lontano, o di finire tardi. Spegne il mio entusiasmo con quattro parole. Si accorge che ho il raffreddore e la prima cosa che sa fare è cazziarmi perchè ho preso freddo, come se lo avessi fatto apposta. 
Mi ritrovo a pensare cose orrende, tipo che sia invidiosa di me. Del fatto che sono serena, che ho tanti interessi, del fatto che esco la sera. A volte ho paura a raccontarle le cose belle che mi succedono perchè so che troverebbe il modo per smontarmele, per sminuirle o per mettermi di fronte al lato problematico della cosa... problematico inteso dal suo punto di vista. Se le dico che mi piacciono gli aperitivi con i colleghi, lei mi fa notare che faccio tardi, che guido da sola per Milano, che è pericoloso.
Quando succedono questi episodi mi sento svilita. Potessi farlo, ora prenderei le chiavi della macchina, uscirei e andrei a farmi una bella passeggiata per il centro di Monza. Perchè non lo faccio?



martedì, 07 marzo 2006



Riassunto del delirio di questa serata al Roialto
"Un concetto onnivoro... di ideali alla cogliona".

Ps: Se non ci capite nulla... tranquilli: è normale.



lunedì, 06 marzo 2006



"...l'oroscopo speciale di fine mese leggerai per me
ma non mi dire che troverò un lavoro
salta le righe e dimmi quant'è
tanto l'amore se resto con te ahi ahi..."

Samuele, "L'oroscopo speciale"




domenica, 05 marzo 2006





Buon compleanno...

 - Il divertente arrangiamento di «Da qui» crea due blocchi. Quando interviene Samuele Bersani c'è uno spostamento, se vogliamo anche spaziale, innescato dal “da qui”. E poi tu canti di aerei e di antenne e lui di treni e stazioni...
«Chi guarda gli aerei passare dalla finestre ha uno sguardo della realtà più svagato. Mentre la voce di Samuele è come un ritorno con i piedi per terra, infatti dice «un cammino sempre uguale, normale». Sono due piani, come hai detto tu, che si incrociano e si completano e la cui distanza è sottolineata da un diverso arrangiamento musicale».

Analisi interessante. Bravo, non avrei saputo spiegare meglio.

(tutto l'articolo QUI)






Stamattina volevo fare un po' di pulizia tra gli sms, eliminare quelli poco importanti e tenere gli altri. Lavoro che faccio ogni settimana, altrimenti mi ritrovo a dover gestire nella memoria ben 148 messaggini. Cancello, conservo, cancello, cancello.... ed ecco il disastro. Ho inavvertitamente schiacciato il tasto numero 5 e si sono cancellati TUTTI i miei sms. Così, tra vari "ho chiamato alle", risposte immediate a dialoghi improvvisati sul tram, auguri di buon anno eccetera eccetera, si sono perduti alcuni messaggi a cui tenevo tanto.
Quelli che appena ricevuti hanno fatto spuntare uno dei miei sorrisoni, o un urlo di gioia.
Quelli che mi rileggevo nei momenti di sconforto.
Frammenti di dialogo che solo io e un'altra persona possiamo contestualizzare e capire.
Guardavo il mio cellulare che beffardo scriveva: "eliminazione ...". Totalmente impotente, guardavo una stupida macchina spazzare via piccoli frammenti di vita che mi hanno reso felice per un attimo.
Intendiamoci: sono solo messaggini. Quello che deve restare rimane comunque. Però confesso: a fine operazione, guardando la cartelletta vuota e ripensando ad un messaggino del 10 febbraio, avrei voluto lanciare il mio Samsung contro il muro, alla faccia dello stato di grazia e del pensiero positivo... Lo stesso che più tardi mi ha fatto pensare che sicuramente arriveranno altri bei messaggi da conservare.
Evidentemente in questo periodo lo stato di grazia annienta le piccole incazzature...
Però urge l'acquisto di un quadernino mignon su cui scrivermi il meglio.



sabato, 04 marzo 2006



Ore 13:30: giro all'Ikea con Silvia e Giuly. Secondo me quel posto ha così tanto successo perchè ti fa credere che ogni casa possa diventare molto carina, e che i mezzi per renderla tale siano tutti lì, a portata di mano. Presto o tardi ci si rende conto  che si tratta di una mera illusione, perchè per avere un ambiente piacevole come quello proposto dagli svedesi bisognerebbe avere ogni minimo dettaglio sistemato in quel certo modo. E bisognerebbe avere la casa sempre in perfetto ordine... cosa che nel 70% dei casi è impossibile.

Comunque uno dei miei tanti sogni per il futuro sarebbe un bilocale a Trieste, in Città Vecchia. Possibilmente all'ultimo piano, se è senza ascensore chissenefrega. Mi piacerebbe affacciarmi da una finestrella con le tende bianche e azzurre e vedere il mio mare in lontananza. Una casa semplice, con il parquet e i mobili chiari, e un divano turchese. Niente televisione, una bella libreria ma non immensa, e un terrazzino tra le tegole.. dove bere una birra fresca in estate, da sola o con un paio di amici.. quelli con cui ci stai bene anche senza dire niente e ti capiscono solo guardandoti negli occhi.



venerdì, 03 marzo 2006



Perchè a volte una giornata nasce bene senza motivo....
Perchè a volte una giornata può diventare perfetta...
Perchè oggi mi sono svegliata felice e andrò a dormire ancora più felice... ancora incerta ma felice...

Per tutto questo (e per molto altro) ...

GRAZIE.



mercoledì, 01 marzo 2006



"...quindi figlio unico
giocavo a palla da solo contro il muro
e qualche volta paravo
avevo anche una mania
provavo a sentirmi sempre libero
e a diventare più alto
a chiedermi quando avrò
il nome sul citofono..."


Samuele Bersani, "Non portarmi via il nome
"