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ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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domenica, 30 aprile 2006



Va a finire che mi stanco meno durante la settimana.
In questi tempi il sabato e la domenica sono giornate fittissime, con mille faccenduole da sbrigare e momenti in cui dovrei dividermi in tre per poter stare dietro a tutto.
Ed un unico desiderio nella mente: passare una giornata immersa nella tranquillità del non dover fare nulla.
Decidere ora per ora, a seconda dell'estro del momento. Un pomeriggio a zonzo senza meta, oppure stesi su un prato a chiacchierare di quello che capita. Niente orari, niente appuntamenti.
Un sogno.

Se penso a domani, vorrei darmi malata. Porto la giustificazione firmata dal papà, e pure il certificato medico se serve.
Ma io domani non ce la posso fare. E poi non ho proprio voglia, porca miseria! Possibile che tutti i miei amici nei giorni di festa vanno in giro, fanno le gite, si divertono un sacco... mentre io sono sommersa dalle incombenze?
E domani, che avrei voluto andare a correre al parco, fare un po' di foto in giro, dormicchiare e leggere un libro.... domani mi tocca rinunciare a tutto questo. No, proprio non mi va.

La cosa bella è che adesso Federico ha iniziato a sorridere sul serio. Non a me, mi conosce ancora poco e mi guarda con aria perplessa. Sorride alla mamma. Io lo guardo, e mentre mi sciolgo come un'innamorata mi chiedo se capisce qualcosa, cosa recepisce il suo cervello e come lo rielabora.
Lo so, lo so, mi faccio sempre troppe domande. 

Ancora non ho alcuna certezza in merito alla cordatura delle racchette, ma prima o poi faremo anche questa scoperta. Da aggiungere a tante altre.



giovedì, 27 aprile 2006





Oggi a quest'ora avrei voluto essere in tutt'altro posto. Vabbeh.



mercoledì, 26 aprile 2006



Stasera mi è venuta una nostalgia tremenda della mia città.
E' infantile dirlo, ma voglio tornare a casa mia. Solo per qualche giorno. Non durante le vacanze, quando tutto è un po' sfasato, quando c'è la fretta di vedere tante persone in poco tempo e alla fine mi assale la stanchezza.
Voglio andarci in un giorno feriale. Voglio la quotidianità, il vero ritmo di Trieste.
Voglio bighellonare per il mio quartiere, poi scendere in centro a piedi. Girare per le vie, raccogliere suoni immagini odori colori, tutto quello che messo insieme rende questa città così diversa da tutte le altre. Mai banale, spesso fraintesa.

Il borgo teresiano, le sue strade così simili, il freddo pungente che esce dai magazzini.
Il Molo Audace, quell'odore di mare, di barche e di corde... misto a quello del Carso, portato dal vento.
Piazza Unità. Quella piazza dove mi sento sempre un po' sperduta e al tempo stesso un po' protetta.

Ma prima o poi scappo a casa, per qualche giorno.

Buon compleanno cugi. La nostalgia di stasera è legata anche alla tua lontananza.
Non sai che darei per sedermi sullo sgabellino della cucina, vederti fumare l'ennesima sigaretta mentre mi piazzi davanti un bicchiere di plastica verde e una bottiglia di coca.




martedì, 25 aprile 2006



Dopo mesi di forzata latitanza, alimentata da discorsi pieni di buon senso ( non ho mai tempo di leggere, ho già 5 libri che mi aspettano ormai da mesi, non posso far diventare la mia camera un deposito di libri... eccetera), sono rientrata in una libreria degna di tal nome.
Non uno di quei megastore enormi, impersonali, troppo forniti e pieni di ignorantissimi commessi (ehm, citazione... ), ma la mia adorata libreria del centro.
Dove se chiedo un libro, le rare volte in cui perdo la pazienza e non riesco a scovarlo da sola, mi sanno raccontare sempre qualche particolarità... o comunque non mi guardano come se venissi da Marte solo perchè sto cercando una cosa un po' strana, tipo "Florario" di Cattabiani.
Nel giro di pochi minuti mi sono ritrovata con 3 libri in mano. Non libri che ho preso per ispirazione del momento, ma libri a cui proprio non posso rinunciare. Autori con cui ho preso un impegno.
Così il proponimento: devo assolutamente ricominciare a leggere. Almeno la mattina quando vado a lavorare. Magari per un po' lascio a casa l'iPod, e mi porto un libro. Non posso trascurare la lettura in questo modo, non è da me e non mi fa bene.
Ora devo solo decidere a quale libro dare la precedenza.

L'altra sera tornavo a casa dopo l'aperitivo.
Finestrino leggermente abbassato, aria tiepida e profumo di primavera.
Avrei guidato tutta la sera, senza paure. Sarei andata a Lecco, a mangiarmi una granita sedendomi sul lungolago, vicino allo scivolo per le barche.



domenica, 23 aprile 2006



E' stata una settimana molto pesante, specialmente al lavoro. Non per questo sgradevole, anzi... mi sono sentita "necessaria" in quell'ufficio, e questa sensazione è senza dubbio positiva.
Però pesante, perchè mi sono ritrovata sulla scrivania diversi lavori, tutti abbastanza urgenti ma ugualmente lunghi da sbrigare. Non so... Magari dovrei trovare un modo per velocizzare il mio lavoro, per riuscire a gestire più cose contemporaneamente. Spero di riuscire ad imparare un po' alla volta.
Domani mancheranno tre "colonne", ed io proprio non so a chi andrò a rompere le scatole se avrò qualche difficoltà.
Ma ne verremo fuori. Ogni problema ha una soluzione.

Venerdì pomeriggio a zonzo per negozi di Milano. In effetti è divertente anche fare shopping insieme. Poi si impara sempre qualcosa di nuovo, come l'esistenza della piantina del centro scritta in braille (mai notata in ormai più di 13 anni di vita a Monza: la faccenda mi pare grave), oppure la storia della statua di Piazza della Scala.
Si gironzola da Ricordi, scoprendo che Povia somiglia a Cassano (eh??); si perlustra H&M alla ricerca di un paio di pantaloni comprati nel negozio di Nizza non so quanto tempo fa... E alla fine si scopre pure che qualcuno ha ribattezzato Giovanni Verga in Andrea, l'ha fatto nascere a Treviglio e gli ha pure cambiato mestiere.... ^__^
Eheheh è tutto normale!!

Nella mia compagnia è scattata la moda della moto. Nel giro di poco tempo tre persone hanno preso la patente per la moto, e ora ovviamente se la sono anche comprata. Buon per loro, però sono un poco perplessa. Due anni fa era il periodo di quella che Stè chiama la fotomania. Tutti giravano con la digitale al seguito, fotografando ogni serata insieme.
Naturalmente in quel periodo io non avevo la minima intenzione di fare una foto che fosse una...
Ora la moto. Vabbeh. A me le moto non dispiacciono, però mi fanno un po' paura.

Oggi a messa c'era don Mario.
Mi è simpatico e provo una gran tenerezza per lui, che è un po' il "nonno" della parrocchia. Però ormai dice sempre le stesse cose, e francamente faccio una gran fatica a non alzarmi a metà predica e andarmene. Se non lo faccio, è solo per l'affetto nei suoi confronti. Ad un certo punto si è messo a fare una specie di classifica delle religioni, e alla fine del ragionamento ha dedotto che la nostra religione è migliore delle altre. Ed io ho chiuso gli occhi e mi sono mentalmente trasferita ad un pomeriggio di 12 anni fa. Stesso periodo, stessa giornata meravigliosa, stessa problematica posta al mio amico prete. E lui, ricordo come se fosse adesso, ha preso un foglio e ha disegnato un sole. E ha detto semplicemente che le diverse religioni sono i diversi raggi dello stesso sole. Niente altro.
Uno che sa il fatto suo. Si, a volte un po' mi manca.



mercoledì, 19 aprile 2006



Certe case ti fanno sentire come se fossi un ospite fisso, così come certe persone ti fanno sentire completamente a tuo agio.
Ieri sera, seduta sul cuscinone a guardare la partita, la sensazione di essere stata lì mille volte... di conoscerli da un sacco di tempo.
Uno strano senso di... protezione.

Il vino che ho bevuto non c'entra niente, sono strana di mio.
Niente di nuovo.





lunedì, 17 aprile 2006



Mi piacerebbe riuscire a fare anche una sola fotografia che abbia le luci e le ombre che vedo nelle scene di questo film.
Sono meravigliose. Anche le scelte cromatiche... bellissime.

Queste immagini mi stanno divorando.
Ed io sto divorando queste immagini.






Due mail alle amiche dell'Università, tanto per aggiornarci sulle novità lavorative. A volte mi mancano un po', mi manca la sintonia che si era creata, il modo in cui ognuna riusciva a completare le altre. Eravamo un trio molto affiatato... beh, in fondo lo siamo ancora. Mi piacerebbe frequentarle un po' più spesso, magari organizzare un nostro aperitivo mensile. Purtroppo a volte il mio spirito di iniziativa si scontra con le difficoltà oggettive del caso, e si smorza un po'.

Anche oggi è andato.
Nell'insieme l'umore è stato buono.
Tra poco mi metterò a stirare, guardando "Io non ho paura". Uno di quei tanti film che avrei voluto andare a vedere ma che poi si è lasciato da parte. Che palle, posso dirlo ogni tanto? Per vedere un film un pochino più serio bisogna smuovere le montagne. E lo so.... spesso l'ho fatto, ma... a volte vorrei che le cose fossero più facili, che ci fossero più corrispondenze.

Mi sta già venendo sonno.




domenica, 16 aprile 2006



La Pasqua non mi è mai piaciuta, mi mette addosso una gran malinconia.
Quest'anno è stata senza dubbio più rilassante... ma girando per le strade di Monza  in compagnia solo della mia inseparabile macchina fotografica, in attesa della Messa e alla ricerca di un'immagine che mi convincesse... ad un tratto la solitudine che spesso amo e cerco mi è sembrata troppo pesante.
Impossibile cercare di condividerla.



Poi mi sono un po' ripresa, perchè ultimamente non riesco a piangermi addosso più di un'ora. Scatta sempre qualcosa che mi costringe a pensare alla mia forza e alla mia fortuna. Alla fine mi riprendo e torno ad essere per lo meno serena, se non proprio felice.
Però sono contenta che Pasqua sia passata.
Sono contenta di aver ricevuto sms di auguri un po' inaspettati.
Sono contenta dei complimenti dei miei genitori per il pranzo, sono contenta di aver sentito mia zia e mia cugina.



sabato, 15 aprile 2006



Oggi pomeriggio sono andata a prendere il vino per la cena/aperitivo di martedì sera. Mi sono fatta accompagnare da papà, così ci siamo ritrovati a girellare insieme in un Esselunga meno caotico del previsto. Non so quanto tempo sia passato dall'ultima volta in cui sono andata al supermercato con mio padre, forse è stato quando è arrivata la macchina nuova.
Comunque mi sono lasciata consigliare da lui, che di sicuro ne sa molto più di me.
Però mi piacerebbe imparare.. quante cose mi piacerebbe imparare.
Stasera, coincidenza, dopo tanto tempo uscirà con noi l'esperto di vini, ed io ovviamente coglierò l'occasione per chiedergli qualcosa in merito. So che mi terrà una lunghissima lezione su Bonarda e Gutturnio, e di sicuro impazzirà quando gli parlerò di quel vino buonissimo che ho bevuto l'altra sera alla cena... simile al Moscato, ma con un nome diverso.. che non ricordo. Vabbeh.

E' la prima volta che festeggio una ricorrenza lontano dalla mia terra e dalla mia famiglia.
Mi sento un po' strana, come se in effetti stessimo bluffando.
Pasqua deve ancora arrivare, io devo fare le solite 10 pastiere per i parenti; rivedrò mia cugina e proverò a farle capire che non è cambiato niente anche se ci sentiamo sempre più di sfuggita. Magari se mi avanza tempo andrò a prendermi uno dei miei adorati frappè alla nocciola, così posso evitare di pranzare e cenare. Poi papà porterà a casa il presnitz di zia Mariella, che ha un sapore ineguagliabile, migliore di qualunque pasticceria triestina... e anche la gelatina della nonna.
Vabbeh. In fondo è un po' triste, però almeno in questi giorni riuscirò a riposarmi un pochino, a pensare ai miei genitori e alle persone che mi stanno accanto.

Venerdì non sono andata a lavorare, e... lo so, magari farà anche ridere, però la nostalgia si fa sentire.
Lo so, mi hanno messa al mondo con strani difetti di fabbrica, ma i vuoti a rendere pare che non li prendano.



venerdì, 14 aprile 2006



Ho fatto tutto quello che dovevo e quasi nulla di quello che avrei voluto.
Ieri pomeriggio, in un impeto di follia, avevo pensato di non dir nulla in merito al mio venerdì libero. Avevo pensato di  far credere a tutti di andare a lavorare e ritagliarmi la giornata su misura. Avevo persino progettato di andarmene a Como, a fare foto e vedere la mostra di Magritte. E fino all'ultimo sono stata tentatissima di portare avanti il mio progetto.
E poi cos'è successo?
A dire la verità niente, mi sono solo resa conto che non potevo lasciare indietro gli impegni, che questa giornata era un'occasione unica per sbrigare le commissioni che per momento posso fare solo io.
Così niente gita, solo una foto (poi vedrò se val la pena
pubblicarla ...), e un vago senso di rimpianto per quello che avrebbe potuto essere questa giornata.
Ieri ero in pace con il mondo, oggi mi sta un pochino più antipatico, ma non posso lamentarmi.
Continuo a ritenermi la ragazza più fortunata del mondo, alla faccia di tutto.
Continuo a pensare che la vita sia stupenda e la vita obbedisce.
Vado avanti, vediamo dove andrò a finire.

Per la cronaca, in questo momento c'è il derby, ma io sono ancora una tifosa in sciopero.



mercoledì, 12 aprile 2006



Domani si progetta una pausa pranzo al parchetto vicino all'ufficio. Quanto mi piacerebbe portare un plaid, stendermi sul prato, chiacchierare con i colleghi guardando il cielo per dimenticare di essere a Milano. Il pericolo abbiocco sarebbe notevole, lo ammetto... Se avessimo un'ora e mezza di pausa, forse prenderei anche in considerazione l'idea.
Più realisticamente, potrei pensare di fare qualche foto.
Oppure potrei decidere di dedicarmici venerdì. Ci devo pensare.



martedì, 11 aprile 2006



Mi ha svegliata il rumore della pioggia sulla ringhiera, e non sono più riuscita ad addormentarmi.
Ora mi metterò ancora un po' sotto le coperte, più per rilassarmi che altro.. anche perchè se mi riaddormentassi ora sarebbe la fine.
Tra poco sarò di nuovo in ballo.
Va bene così.



domenica, 09 aprile 2006



Anche questa volta l'ho trovato in ritardo..
Benigni recita Dante. La prima volta ero a Trieste, con papà che rimase incantato forse più di me.
Oggi ho visto gli ultimissimi minuti. E' straordinario, non c'è che dire.

Tenere in braccio Fedi, stringerlo e sentirlo mentre si aggrappava a me è stato emozionante.
Con i bambini piccoli sono proprio alle prime armi, ma lui è così buono e docile da darmi sicurezza.
E' stupendo perchè posso volergli bene senza dovermi trattenere, posso fargli le smorfie, posso riempirlo di baci, posso portarmelo in giro per una stanza e dirgli tutte le cose che mi passano in mente. E se gli stringo le guanciotte mi sorride, anche se inconsapevolmente... ed io lì mi sciolgo.







Le giornate si allungano e l'aria è più calda.
Così spuntano i primi gelati, con la giacca aperta e la voglia di passeggiare per le vie di Milano.
Senza una vera meta, solo per il piacere di stare insieme... e di scoprire la città.

Quattro chiacchiere in una zona che conosco a malapena: hanno da poco finito di fare il mercato, la gente sbaracca e pulisce le strade; restano solo cassette della frutta vuote e cartacce ovunque. Ma la scena è così luminosa, rumorosa e genuina da diventare affascinante.
In avanscoperta nelle strade che vedrò lunedì sera; i palloni di cuoio in vetrina, circondati da maglie, cappellini e oggetti vari dell'Inter (ed io sono in sciopero, perchè dopo una delusione del genere devo sempre riprendermi).
Una chiesa che vorrei rivedere e fotografare la sera; un accendino ed un volantino elettorale (il primo è propedeutico al secondo... ^__^); al Ricordi Mediastore la scoperta di non conoscere i volti di un sacco di cantanti.
E poi parlare di tutto e di niente, senza dover dimostrare nulla. Lo adoro.

4 B in un N. Ci sto ancora pensando.



martedì, 04 aprile 2006



Inaugurazione ufficiale: i miei occhi sul mondo

(Che cos'è? Cliccaci sopra...)



lunedì, 03 aprile 2006



"Adoro la primavera, mi piacerebbe farvi vedere com'è bella la mia via in questi giorni...
Adoro la primavera, ma stamattina mentre aspettavo l'autobus mi è venuta una nostalgia tremenda del 27 gennaio. Quel vialone buio, silenzioso e pieno di neve.. La sensazione di essere in un giorno di vacanza, di essere altrove. Gli anfibi viola, il treno, il giro per Milano.

Da quando vivo a Monza adoro la primavera. L'uscita dall'ufficio alle 5, un casco prestato e un passaggio fino al Superstore Esselunga hanno sistemato una giornata un po' ferma e un po' insipida. 
Linea 1. Ho trovato di nuovo il tipo del clarinetto che avevo incrociato qualche mese fa. Di solito alzo il volume, ma per lui, come l'altra volta, ho spento l'iPod e mi sono tolta le cuffiette. E ho notato di non essere stata la sola. Ho osservato anche l'espressione della gente, che anche oggi è stata generosa.
Perchè? Voglio dire.. è stato bravo, ma ne ho sentiti altri ugualmente capaci. 
Forse perchè sembra italiano? O perchè pare uno che ha studiato musica sul serio, ed è stato solo sfortunato?
Non ha l'aria smagrita, veste in modo decoroso e anche stavolta non chiede nulla.
Forse per questo la gente lo premia, per la dignità con cui arriva e suona il suo pezzo. Chissà.
La mia preferita resta la ragazzina del violino. Mi fa venire in mente la pubblicità che diceva: "La potenza è nulla senza il controllo". Quella bambina ha un'abilità sconcertante, muove le dita in modo spietato, veloce e preciso. Raramente sbaglia le note. Ma nessuno le ha spiegato il concetto del tempo... o forse le hanno insegnato a suonare velocemente per poter concludere il pezzo nello spazio di una, due fermate al massimo. Chissà, se avesse avuto un'altra storia, magari tra 10 anni l'avremmo vista seduta in qualche conservatorio, con i capelli raccolti in uno chignon e lo sguardo sicuro. Peccato.

Rovereto.. ma non avevamo già passato Rovereto? E' un incubo. Come quando sogno di essere sull'ascensore e premo sempre il pulsante sbagliato. Come quando sogno di dover chiamare a casa e sbaglio continuamente numero.
La signora di fronte a me ha un sacchetto dell'Unes, una confezione di Pampers Premium con gli orsetti viola.. Fanno schifo, sembrano colti da un attacco di colite. Dio mio, sto impazzendo, che cacchio ho scritto?"


appunti sparsi del 3 aprile



Prima serata in cui sono stata un quarto d'ora in terrazza, con la mia felpona preferita e un bicchiere di chinotto.
Un cielo luminoso, regalo del vento di oggi.  Stasera, prima del rientro, quattro passi nel parco, con la voglia disperata di un paio di scarpe da running e di una magliettina. Mi sono trattenuta a stento.
Ma tornerò.






Indovina il posto misterioso.
Non credo che nessuno ci riuscirà mai... in effetti è molto difficile.
Ma se qualcuno sapesse dirmi in che via ho scattato questa foto.. beh, in palio c'è una pizza con me!

Oggi sono più pazza del solito, lo so.