mercoledì, 31 maggio 2006
Ieri giravo da sola per Milano. Ci sono alcune zone davvero molto verdi, silenziose.
Disorienta il contrasto tra la via che ci si lascia alle spalle - rumorosa ed inquieta - con quella che si imbocca.
Senza volerlo mi sono ritrovata in strade già visitate: una sorpresa che per un attimo, solo per un attimo, è sembrata anche un po' un segnale.
Nel mio gironzolare con un paio di pantaloni grigi, senza tasche in cui nascondere le mani e la macchina fotografica, ho incrociato un tale. Capelli scuri un po' ricci, occhialini, bicicletta e macchina fotografica seria tra le mani. Aveva appena scattato una foto, e se la guardava concentrato. Io ho fatto finta di aspettare qualcuno e mi sono messa a spiarlo. Poi, appena è salito sulla bici e mi ha superata... ho provato a seguirlo. Non è stato difficile, pedalava piano alla ricerca di una foto, si guardava intorno e pensava. Io cercavo di non farmi notare e di rubargli le immagini che vedeva nei suoi occhi. Poi ad un tratto ha accelerato, e mi ha lasciata sola con la mia curiosità.
Nel mio mondo ideale avrei attaccato a chiacchierare, chissà che non fosse un fotografo professionista. Magari mi avrebbe consigliato qualche corso di cui sono un po' alla ricerca. E forse mi avrebbe fatto compagnia, avrebbe attutito un po' la mia solitudine.
Oggi c'è stato un colloquio in ufficio. Un ragazzo. Appena è uscito dalla stanza del capo l'ho sbirciato un attimo, curiosa come una bambina. Chissà se qualcuno è stato curioso quel 9 settembre, chissà se inconsapevolmente anch'io sono stata sbirciata da un vetro o dalla soglia del mio ex open space.
lunedì, 29 maggio 2006

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Si può sempre dire che una scrivania vale l'altra; che magari nel cambio ci ho guadagnato, visto che ho più spazio, che sono vicino alla finestra, che ho una collega fantastica di fronte e un'altra di fianco. Però ero affezionata al mio posto, alla posizione a portata di chi passava di là, al vetro su cui attaccare le cartoline dell'Inter (in sfregio al dirimpettaio) e attraverso cui vedevo chi si avvicinava per un saluto o un sorriso.
E i motivi per i quali sono stata sfrattata, quelli proprio non mi vanno giù. Sorry, non è colpa mia se a volte ci tengo alle questioni di principio.
Mi si può sempre dire che sono in gamba e che non mi devo sentire assolutamente di serie B, che se c'è qualche problema in merito al lavoro ne parliamo tranquillamente e risolviamo tutto. Peccato che se ciò fosse vero non mi sarei ritrovata nella condizione di pensare di essere la seconda scelta dell'ufficio. Devo dire la verità, sono stati carini. Avrebbero potuto fregarsene. Ma ora i complimenti e gli elogi di tutti mi sembrano un po' un contentino. Però tutto questo mi ha insegnato una cosa, cioè che i miei momenti da casalinga frustrata è molto meglio se me li tengo per me.
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Gabriele D'Annunzio
La pioggia nel pineto
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
giovedì, 25 maggio 2006

martedì, 23 maggio 2006
Decisamente l'idea di andare a sbirciare QUI non è stata il massimo della vita.
Questo mio lato malinco/sdolcinato non mi piace affatto...
lunedì, 22 maggio 2006
Samuele Bersani
"Sicuro precariato"
Quanto sopravviverò nel mio ruolo di supplente?
Non credo sarà facile per me
arrivare all'ultima ora indenne agli attacchi, resistente
La verità? C'è una novità, ho qualcuno che mi ascolta,
che mi domanda "allora da che pagina a che pagina 'sta volta?"
ma chi ha la luna storta dichiara apertamente
"lei non conta niente..."
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c'è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c'è il vino da prendere
Io sono un portatore sano di sicuro precariato
e anche nel privato resto in prova
e ho un incarico a termine lo so
ma ho molta volontà, non c'è pericolo...
Figli della polvere raggrumata sotto i banchi
anche per oggi non vi interrogo
ho saputo già dal preside e dagli altri
che vi siete alzati stanchi
ma è l'ultima possibilità che ho di chiedervi un piacere
vorrei sapere chi mi imita e perchè
non ne posso anche io godere
una volta sola prima di lasciare
anche questa scuola
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c'è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c'è il vino da prendere
Noi siamo portatori sani di sensi di colpa
e sulle mani abbiamo segni di medusa
io ho il sospetto che non se ne andranno via
ecco un esempio di eterna compagnia...
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Questa è per molti, ha detto mentre la ascoltavamo; lei al computer, io stesa sul letto. Confermo.
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Non ho fatto molte foto, perchè quando hai accanto una persona con cui stai bene non ti vuoi perdere un momento, neppure un silenzio. Poi, rientrata a casa, mi pento di essere stata forse un po' pigra.
Però in fondo non mi servono molte immagini per ricordare questa vacanza.
E quelle più importanti non sono state documentate, le tengo nei miei occhi.
Dopo il lavoro sono tornata alla stazione. Mangiavo un Magnum Essence, decisa a fregarmene della bocca sporca di cioccolato... come lei seduta su quel gradino di fronte a Montecitorio e alla riproduzione di Guernica.
Ascolto Samuele. Stasera non ho tanta voglia di scrivere.
sabato, 20 maggio 2006
Saluti e baci da un posto non troppo lontano.
Ieri notte mi sono trasferita in un luogo senza doveri, senza pensieri.
"Liberi com' eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi per tirare la maniglia della porta e andare fuori".
Una strana sensazione... dicembre sembra quasi ieri.
Giro notturno tra viuzze tiepide, qualche ora di sonno, poi di nuovo a camminare, scoprire e stupirmi.
Il progetto della visita a Raffaello che dovrà essere rimandato.
Acquisto del giorno: l'ultimo cd di Samuele.
Continua così la mia vacanza.
giovedì, 18 maggio 2006
"Che senso ha fotografare un fiore di notte?"
Come faccio a rispondere a questa domanda? Non posso. O lo si intuisce subito, oppure dubito che si potrà capirlo mai.
Non posso spiegare la voglia di una foto non banale, oppure la ricerca della giusta quantità di luce per realizzare un'immagine sostanzialmente buia. Certe cose bisogna sentirle; spiegarle fa perdere il loro fascino.
E così non spiego nulla, cambio discorso e resto con una strana sensazione di inadeguatezza.
Non capisco se sono io che vedo mille dettagli inutili dove in realtà non ci sarebbe nulla da vedere; se mi sto perdendo in una specie di esaltazione da scoperta dell'acqua calda.
A volte mi sento una perfetta deficiente.
Ieri sera aperitivo. Sarebbe bello poter tornare a casa quando voglio e non quando devo; sarebbe bello anche organizzarli all'ultimo minuto, con un giro di messaggi e qualche citofonata. Milano mi piace perchè mi fa sentire sempre come una turista, perchè è così grande che può permettersi il lusso di essere sempre nuova, di stupire con qualche dettaglio.
mercoledì, 17 maggio 2006
Osa. Disastrosamente, ma osa.
E' stata promossa a frase del giorno, oltre che a talismano di incoraggiamento per la vita.
Vabbeh. Oseremo. Se troveremo mai il coraggio, oseremo.
lunedì, 15 maggio 2006
Oggi non ho acceso la luce.
Ho provato a ritrovare l'allegria in ufficio, cercando la compagnia di quelle persone che riescono a rendere bella la giornata anche solo con la loro presenza in una stanza.
Ma ho scoperto che se non accendo la mia luce non c'è molto da fare, non mi lascio illuminare tanto facilmente.
Domani è il compleanno di mia nonna. E più di tutto, mi pesa questa assenza indefinita. Questa impossibilità di comunicare. E non sono nemmeno sicura di quanto sia rimasto di me nei suoi ricordi.
domenica, 14 maggio 2006
Al diavolo l'ATM. Ho appena scoperto che è previsto uno sciopero per venerdì 19.
Con tanti giorni che potevano scegliere, proprio questo venerdì?
Ed io come cavolo faccio ad arrivare in stazione dal mio posto di lavoro?
Vabbeh che in 2 ore a piedi forse riesco anche a farcela (ma non ne sono sicura, considerando che avrei il trolley al seguito). Però lo stesso, hanno avuto una capacità di scegliere il giorno perfetto....
Porca miseria!
"You’re simply the best
better than all the rest
better than anyone
anyone I ever met
I’m stuck on your heart
I hang on every word you say
tear us apart
baby I would rather be dead."
dedicata a chi se la sente, come ha detto ieri sera il chitarrista
giovedì, 11 maggio 2006
A volte vorrei soltanto capire. Saper tradurre ogni parola e ogni azione.
A volte vorrei farmi capire senza far insinuare il dubbio dell'equivoco.
A volte invece dovrei proprio starmene zitta, e basta.
lunedì, 08 maggio 2006
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A volte penso di aver fatto progressi. Niente di eclatante, ma qualche passo in avanti che mi fa sentire bene; anche se non ho riscontri sento che sto andando nella direzione giusta, pur rimanendo ben consapevole delle difficoltà, del fatto che sono ancora all'inizio e che in fondo non c'è scritto da nessuna parte che raggiungerò il mio obiettivo. Obiettivo che in certi momenti non è chiaro, in altri è così trasparente da sembrare quasi arrogante. Ma vado avanti. Scelgo il soggetto, il luogo. Poi il taglio dell'immagine, il tempo. La luce non sempre è quella che vorrei, ma non è banale, e va bene così
E poi ci sono quei giorni in cui si torna indietro, in cui si perde l'incanto. Per mille motivi diversi ogni conquista sbiadisce, diventa irrilevante. L'entusiasmo sfuma nell'insofferenza e nell'insoddisfazione. Bisogna partire da zero, da un altro zero, perchè pure il punto di partenza sembra sbagliato e ne serve un altro.
Forse è l'unica strada per raggiungere la cima... ma qualche volta è pesante doversi sdraiare a terra e cominciare da capo. Ho addosso i vestiti dell'ufficio, sono stanca e devo andare a casa a finire di stirare. Non ho voglia di sporcarmi le scarpe, e un po' mi scoccia sedermi nell'erba alta, chissà che non trovi qualche bestiaccia.
Però non posso farci niente. Non posso farci proprio niente. Perchè sono tremendamente cocciuta.
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domenica, 07 maggio 2006
Durante il week end la parola d'ordine sembra essere una sola: sonno.
Ho mille cose da fare, e spesso non riesco neppure a star dietro a tutto, ma se appena mi siedo da qualche parte o se mi stendo 10 minuti sul letto... crollo. Anche adesso mi si stanno chiudendo gli occhi.
Oggi ho visto solo l'ultima parte del gran premio, e penso di essermi abbioccata prima della fine del primo giro.
Ieri sera è stato drammatico: a casa di amici a mangiare gnocco fritto (non voglio sentir parlare di cibo almeno per 3 giorni), in un soggiorno illuminato da una luce fioca e fredda. Appena mi sono seduta sul divano ho sentito le gambe farmi male.. e poi più nulla. So che ogni tanto aprivo gli occhi e captavo frammenti di conversazione... ma mi sentivo come se fossi stata immersa nella colla. E non mi piace essere così, perchè va a finire che i miei amici mi mettono in un angolino, magari qualcuno mi appoggia sopra la giacca di jeans... ma io sono tagliata fuori dalla serata. No, non mi va bene affatto.
Domani lavoro. Spero di dare il meglio, spero di migliorarmi sempre.
Per quanto riguarda l'aperitivo, spero che si faccia martedì (sarebbe perfetto) o mercoledì. Magari all'Yguana, magari i soliti pochi ma buoni. Non che l'altra volta sia andata male, perchè alla fine basta avere accanto le persone giuste.... però secondo me squadra che vince non si cambia.
Moggi, videochiamami!!
^___^
(che schifo mi fate)
sabato, 06 maggio 2006
Ieri sera mentre aspettavo che gli eventi si definissero ho trovato un sito di foto.
L'ho trovato girellando nel blog di Ally , e non ho potuto non andare a vedere.
Il sito è di una ragazza triestina (e già si parte bene, la simpatia nasce immediata), fotografa (l'indice di gradimento aumenta ancora), che ha dedicato un intero settore del suo sito alle foto di Trieste (apoteosi).
Mi è venuta una gran voglia di scriverle, innanzi a tutto per farle i complimenti, poi per chiederle il permesso di inserire qualche sua foto nel mio blog, e poi chissà, magari le chiederò qualche suggerimento per la mia rinata passione per la fotografia.
Per momento mi limito a segnare il suo sito tra i link del mio blog.
Una bella serata, anche se vigliaccamente mi sono sottratta ai miei impegni da amica, e il senso di colpa ogni tanto viene a ribadirmi la sua presenza. Però avevo bisogno di una serata così, libera, improvvisata. Prendendo il fresco in giro per Milano. Sto seriamente cominciando a volerle bene, a sentirla parte di me. Mi spiace solo non averle dedicato un po' di tempo quando facevo l'Università. Per me a quei tempi Milano era solo un contenitore di frustrazioni, una fatica da aggiungere alle fatiche dello studio.
Inutile avere rimpianti. La scopro ora, e ripensandoci direi che va molto meglio così.
mercoledì, 03 maggio 2006
Mi piace un sacco affacciarmi ai finestrini del tram. Oggi ho avuto fortuna, al ritorno quello in fondo era aperto. Ho sbirciato fuori, mentre un collega mi faceva notare che in effetti somiglia un po' ad affacciarsi dal finestrino di un treno. Cosa che non faccio da tantissimi anni, forse da quando tornavamo da Tropea.
Mi sono presa un po' di sole addosso, un po' di vento nei capelli.
Poi può anche essere che quando mi metto a chiacchierare non la smetterei più, ma questa è un'altra storia.
Vado a lavoro contenta, torno a casa anche più contenta; ho un contratto che molti, dopo soli 6 mesi, se lo sognano; uno stipendio che per essere il primo non è da buttar via, anzi; un orario simpatico e colleghi che mi fanno sentire come se fossi tra amici...
Bellissimo.
Però.
Ok, lo so, ci vuole pazienza.
Un giorno alla volta, uno strato alla volta, come dice la saggia Stè.
Dalla regia mi dicono che ha segnato l'Inter. Vabbè, ora vediamo quanti riusciamo a prenderne, o a farne nella porta sbagliata. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è da intendersi intenzionale e accusatorio.
martedì, 02 maggio 2006
Metti che una tizia abbia voglia di organizzare un ritrovo tra amici per festeggiare un avvenimento personale.
La poverina manda una mail a tutti, offrendo addirittura due alternative.
Non lo sa ancora... nessuno di noi lo sa... ma è l'inizio della fine.
Nel giro di pochissimi minuti ognuno leggerà in Copia Conoscenza le risposte di ogni altro invitato. E la banalità è bandita, perchè qualcuno salterà fuori suggerendo un altro giorno, o un locale diverso; oppure una cosa totalmente diversa; qualcun altro proporrà con forza un altro orario, un posto più vicino, più lontano; un locale sui Navigli che è tanto che ci vuole andare.
A ciò aggiungiamo l'imbarazzo di chi era presente quando questo invito è stato fatto a voce ma non è stato inserito nella lista della mail. Imbarazzo amplificato a mille quando qualcuno, accorgendosi della mancanza, invece di parlare con la festeggiata in privato (tanto per capirne le intenzioni), pensa bene di aggiungere i nomi in lista, insieme alle proprie controproposte (immancabili).
Sono uscita dall'ufficio con poche idee, e assai confuse. Ma una cosa l'ho ben chiara in mente. Quando sarò io ad organizzare qualsiasi cosa per un avvenimento che voglio festeggiare, il mio mantra sarà: "Chi mi ama mi segua".
A volte serve un po' di sana prepotenza.
E fu così che rimase sola....
lunedì, 01 maggio 2006
Nella memoria della mia sim ci sono tre o quattro messaggi speciali.
Me li rileggo molto spesso. Anche se li so a memoria non importa, li cerco tra gli altri e me li leggo. In genere la sera, prima di spegnere la luce.
Mi fanno sorridere, mi inteneriscono... leggendoli mi sento voluta bene, e mi rendono felice come la prima volta in cui li ho trovati sul mio cellulare.
Devo ancora capire come mai tutte le cose scritte sono così importanti per me.