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ringrazio me stessa per aver avuto le palle di aver cambiato molto della mia vita; ringrazio chi ha sempre pazienza e ostinazione per farmi tirare fuori le palle quando mi spegno nei momenti duri.







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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001









































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luckykkina in Casomai non vi rived...
Mousi in Casomai non vi rived...
luckykkina in Casomai non vi rived...


venerdì, 30 giugno 2006



Torno da un pomeriggio passato in piscina.
Ci voleva, ho fatto bene a lasciar perdere i miei problemi di lavoro. Andando a parlare con quelli dell'agenzia di sicuro avrei ricavato qualche informazione utile, ma ci avrei rimesso in fegato, senza contare che questa volta non avrei avuto l'appoggio di qualche collega scacciamalinconia. Mi sarei trascinata nell'afa milanese con la mia delusione serrata tra le mandibole, e sarebbe stato un pomeriggio da archiviare nella cartelletta delle giornate schifose.

Ho preso il sole, fatto il bagno in una piscina calda e poco affollata. Mi sono rilassata un sacco, chiacchierando con la mia amica come ogni tanto capita.

L'altra sera ho fatto per la prima volta un giro sui Navigli.
Mi sono sentita come in un piccolo mondo a parte.
Sono stata felice di girellare tra le bancarelle di improbabili braccialetti e ciabattine infradito per il mare, guardare le persone, le case, i locali.
Scoprire quello che sa dire il silenzio.
Scorgere qualche terrazzo illuminato tra gli alberi e stupirmi dei riflessi di luce colorata sull'acqua ferma.



domenica, 25 giugno 2006



Rientro dal seggio, Monza biascica il suo caldo. E' come se non fossi mai partita, però non sono tornata del tutto: una sensazione di tempo interrotto, di disorientamento.
L' iPod mi propone una canzone che sapevo di trovare in lista, proprio in quella posizione. Sicuramente è la canzone meno adatta per questo momento, potrei passare a quella successiva.. ma a volte non si può sottrarsi alla malinconia. Tanto vale prenderla di petto, viverla fino in fondo sperando che in qualche modo possa svanire per autoconsunzione.
Profumo di grigliata nell'aria rovente di questa sera. Mi fa pensare alle vacanze, ad un gruppo di amici, ad una serata passata a cospargersi di Autan e accendere candelone gialle alla citronella.

Stamattina presto ho fatto il bagno. Davanti a me la scogliera: in alto il santuario di Monte Grisa sembrava quasi carino. A sinistra Miramare, a destra la città. E' così bello nuotare e vedere in lontananza Piazza Unità che riverbera sotto il sole, riconoscere il palazzo dove lavorava mia zia, ritrovare San Giusto e la sua collina verde. E' come se tutto il Golfo mi abbracciasse e mi proteggesse.
A volte ho la sensazione che mi bastino poche ore per riassimilare la cadenza triestina, le vocali tonde, le parole dialettali. Mi sembra di sentirmi parlare come parlano loro.
Anche questa volta niente foto. Non riesco ad averne voglia, oppure non trovo l'occasione.

Venerdì pomeriggio un altro lungo giro per Milano. Alcuni miei colleghi sono talmente straordinari che mi domando cosa abbia mai fatto per meritare di trovarmeli accanto tutti insieme. Ognuno di loro riesce a darmi qualcosa, senza immaginarselo. Il tempo passa veloce, perdo il conto delle ore e a volte mi mancano già adesso per quando non riuscirò a frequentarli più. Ma come dice la saggia Stè, non ha senso farsi problemi ora.

Mangio una mentos all'uva fragola. Le ho comprate in Slovenia, qui non so se esistono. Sono favolose.



mercoledì, 21 giugno 2006



Preparo una borsa e una borsetta. mentre due tizi in strada miagolano un litigio mediamente isterico.
Nella borsa tento di incastrare vestiti, un telo da mare, due costumi e un paio di scarpe carine, avendo gran cura di lasciar fuori la mia delusione di questi ultimi due giorni... quella vorrei lasciarla qui. Vorrei non doverla ritrovare domattina, ma so già che non sarà facile applicare la filosofia del pensiero positivo.
Anche se in fondo non si sa mai.
La borsetta è un'opera ancor più elaborata, visto che devo riuscire ad incastrare anche l'Off per domani sera.

"Quanto sopravviverò nel mio ruolo di supplente? "
Una frase casuale, decisamente calzante.



sabato, 17 giugno 2006






Una settimana lunghissima, da sembrare doppia. Saranno le mille cose da fare in ufficio, il fatto che lavoro un'ora in più al giorno e il fiato sul collo di una certa persona, che ha realizzato solo ora una realtà evidente già 4 mesi fa. ognuno ha i suoi tempi.

Meno male che esistono i venerdì, specie se si ha l'orario ridotto. Certi venerdì ti fanno dimenticare la montagna di carta che si è accumulata sulla scrivania, i problemi con un certo programma, le domande idiote di un impiegato di un'agenzia, palesemente pretestuose.

Non l'avevo notato, all'inizio. Presa com'ero dall'ambiente, dalle prime immagini capitate sotto i miei occhi, proprio non ci avevo fatto caso. Sì, avevo preso atto della sua presenza ma non avevo ancora focalizzato.
Nella sua semplicità si è nascosto.
Ci ho messo un po' per scoprirlo... ma forse è meglio così; ho visto tanti lavori molto belli e poi ho trovato il migliore.
Il contrasto tra luce ed ombra mi ha sempre affascinato.






martedì, 13 giugno 2006



A volte svegliarsi in ritardo e dover prendere la macchina al posto del pullman ha delle conseguenze estremamente positive.
Ma se domani lo facessi apposta, che potrebbe succedere?

E' arrivata l'estate; per la prima volta nella vita indosso qualcosa di giallo.
Ora che sono tornata castana voglio comprarmi una magliettina rossa.



lunedì, 12 giugno 2006



Prima di tutto, si riconosce la roccia; il modo in cui la roccia solca l'erba. E' la strana sensazione del legame con la terra nel vero senso della parola. Può sembrare un po' un discorso alla Via col vento, ma non trovo un altro modo per spiegarlo. Poi è la vegetazione a diventare familiare, quegli alberi di cui non conosco il nome ma che riconosco per dimensioni, colori, disposizione.
Il primo angolino di mare sembra una bella sorpresa, che si azzera poco dopo davanti a quella del golfo.
Credo di aver vissuto questo rito decine di volte, arrivando in macchina dalla Strada Costiera. Non so spiegare perchè sia sempre un'emozione.
Vederlo dal treno, da sola, in questi giorni e in questo contesto, spiega invece perchè l'emozione sia stata ancora più intensa.

L'odore del mare su Molo Audace, il sonnellino sdraiata sulla pietra e sulla borsa, mentre le barche prendevano il largo e il sole mi arrossava il naso. Non sapevo nemmeno io quanto ne avessi bisogno.
Ebbradivita scriveva che Trieste è una città che respira.
In questi pochissimi giorni io ho respirato la mia città, l'ho consumata con la mia nostalgia; mi sono completamente affidata a lei. L'ho amata come mai nella mia vita.

Quando sono partita, molti hanno fatto come me: lasciate valigie e borse negli scompartimenti, si sono spostati in corridoio, solo per guardare.



giovedì, 08 giugno 2006



L'aria tiepida si infila nella fessura della visiera alzata e si trasforma in un sibilo sordo.
I colori dei primi giorni di giugno mi sorpendono, l'odore dei gelsomini sparsi per Milano è una sfida al ricordo di quelli che ho visto a Roma poche settimane fa.

Mi scopro a canticchiare canzoni sceme, protetta dal rumore del traffico, a ridere, a trovarmi bene con gli altri; (ri)trovo un aspetto di me che non credevo di avere e mi chiedo che razza di persona fossi prima. 
E prego di rimanere così.

Avevo voglia di un gelato, ma poi ho lasciato perdere.

Presto arriveranno i ragazzi nuovi. Di solito quando sta per arrivare una persona nuova prevale su tutto la curiosità. Certo, ci sono anche frammenti di sentimenti negativi, non lo voglio nascondere... però alla fine sono curiosa e ben disposta.
Ma questa volta non lo so. Al di là delle preoccupazioni di tipo lavorativo, del problema di doverli seguire e aiutare, mi sento fredda, sono un po' preoccupata di non riuscire a trovarmi bene, specie con quello che farà parte del mio ufficio.
Non so perchè. Sesto senso. Spero di sbagliarmi.







mercoledì, 07 giugno 2006



Ho preso i biglietti, con il consenso di tutti. Venerdì esco dall'ufficio e mi fiondo in stazione.
Seduta quasi sullo stesso gradino in cui sedevo a dicembre poco prima di partire per Roma, pensavo che in effetti sarà la prima volta che sarò a Trieste da sola. Sembra così strano...

Ho girato per la Stazione Centrale in lungo e in largo, ma nonostante la mia buona volontà non ho scattato neppure una foto come si deve. 
In compenso mi è venuta la malsana idea di fare una foto ad ogni stazione in cui mi fermerò.
Certe volte mi chiedo come mi vengano in mente, certe pensate.

Aperitivo nel Parco Sempione, porto a casa un bel po' di risate e una serie di punture di zanzara.
Del resto, buon sangue non mente.



lunedì, 05 giugno 2006



Sto meditando di scappare a casa per qualche giorno.
Ne ho già parlato con i miei, hanno avuto le reazioni che mi aspettavo.
E la tentazione sarebbe quella di andare domani pomeriggio in stazione e prenotarmi i biglietti, così li metto davanti al fatto compiuto, e non se ne parli più. Vorrei solo riuscire a parlare un attimo con mio papà a quattr'occhi, in modo da definire il tutto.
Al di là di ciò che ora mi spinge a tornare, ho anche voglia della mia città, della mia gente.

Oggi sono rimasta in ufficio da sola per un'ora e mezza. E' stato orribile. Mi sento così triste a lavorare da sola, senza i commenti sarcastici di una collega, senza le buffe espressioni dell'altra. Poi quella scrivania vuota, dietro cui presto siederà un'altra persona. Non so come farò a fine giugno/ inizio luglio, quando mi toccheranno ben dieci giorni di solitudine... o nella terza settimana di agosto. In quel caso sarò appena rientrata dalle vacanze, e mi aspetterà un ufficio deserto.
Non ci pensiamo...

Le analisi sono buone, addirittura meglio di quelle degli anni precedenti. Cosa ho cambiato nel mio stile di vita? Beh... non vado più in palestra, bevo il triplo degli alcoolici che bevevo allora (evviva gli aperitivi a 2 cocktail alla volta), mangio schifezzuole varie...
Mi sa che la bella vita mi fa bene...
Scherzi a parte, urge riprendere la piscina. Ora mi metto a vedere se ne trovo una vicino al lavoro.

Ho fatto quattro chiacchiere con la dott., prima di tornare a casa. E lei ad un certo punto mi ha messo la mano sul braccio e mi ha detto: "Si vede, sai, che sei diventata più forte".
Oggi pomeriggio un sms di Ste: "Che c'entra? Tu sei fortissima".
Ma dov'è che mi vedete così? Mostratemi da che lato devo guardare, che io tutta questa forza proprio non la vedo.




domenica, 04 giugno 2006



In questi ultimi giorni mi è presa la voglia di dedicarmi alla cucina e al giardinaggio.
Panico...
Passi ancora per la cucina: in fondo adoro cucinare ed uno dei miei sogni per il pensionamento è aprire un ristorante, una pizzeria, un localino... anche se l'idea della gelateria sta acquistando punti.
Però il giardinaggio.... santo cielo!
Io che sono famosa per aver fatto morire una pianta grassa, che posso andare in estasi per un mazzo di rose e poi dimenticarmi di cambiarci l'acqua; io che sono stata definita il pollice nero della mia famiglia ( anche mio padre mi straccia)... mi metto a pensare al giardinaggio??

E poi che giardinaggio: voglio coltivare pomodori, peperoni, cetrioli e insalatina.
I semini dei pomodori  già li ho, regalo della pazza Stè.
Ieri sono rimasta in trance davanti ai semini dei peperoni gialli (quelli verdi lasciamoli perdere, ho già dato..... ), prima che mi trascinassero via di peso, alludendo alle mie inesistenti capacità di coltivatrice.
Meglio se me ne faccio una ragione...

Più realisticamente, stasera, dopo non so più quanti mesi (temo tanti), mi sono dedicata alla pizza. Siamo andati fino al nuovo carrefour di Limbiate perchè non avevo i pomodori, e quando sono arrivata a casa ho scoperto che non avevo più la farina 00, ma solo quella di grano duro. Alla fine ho preso una decisione drammatica, e ho fatto l'impasto solo con quella. Verrà proprio uno schifo?
Poi vorrei dedicarmi alla realizzazione di una torta alla frutta fresca, da portare ad una delle "cene + partita della nazionale" previste nella mia compagnia.

Da "Il nuovo Zingarelli", undicesima edizione, pag. 1469, alla voce "Previo":
Previamente: avv. = In anticipo, prima.

Per chi non lo sapesse.
E per chi sostiene che non sia una parola italiana.
Tra parentesi: voglio cozzare la testa contro il muro almeno un centinaio di volte.